Notizie sul forte tratte dal sito World War:fortificazioni

La fortezza d'Ampola, nota anche come Forte Glisenti o Gligenti, è stata costruita nel 1848 dagli austriaci nella Val d'Ampola.
La Val d'Ampola è una stretta valle d’origine glaciale che collega Storo con la Val di Ledro. La costruzione consisteva in un blockhaus di pietra, a prova di bomba, con due cannoniere e una caserma difensiva d’eguale fattura. La strada passava tra i due edifici attraverso le due porte del cortile murato.

Nel 1866 Garibaldi intraprese la campagna per la liberazione del Tirolo Italiano o Trentino culminata con il celebre "Obbedisco!" di Bezzecca e questa fortificazione gli sbarrava la strada.
L'armamento consisteva in due obici da 130 mm a canna liscia, mentre altre artiglierie erano a Prà del Gioiel, nel forte c'era il comandante il luogotenente Pren del reggimento Sax, 11 artiglieri e 32 fanti mentre mezza compagnia di Kaiserjeger era in posizioni avanzate.
L'artiglieria italiana, dell'esercito regolare, comandata dal maggiore Dogliotti era schierata nel seguente modo:

  • una batteria di cannoni da 8 da campagna (7° Farinetti)sul poggio di S.Croce ad est di Storo sotto Rocca Pagana a circa 2000 m dal forte;
  • una batteria di 4 pezzi da montagna da 51/3 del capitano Eymann su un alto costone di Rocca Pagana a circa 600 m dal forte;
  • i rimanenti pezzi della batteria Eymann sul poggio di M.Fustacchio
    un pezzo da campagna della 9°Batteria del capitano Olivieri sulla strada a circa 400m dal forte agli ordini del Luogotenente Alasia.

La posizione della batteria di S.Croce richiese sforzi non indifferenti agli artiglieri che aiutati dai Garibaldini dovettero smontare e portare a spalla i cannoni su sentieri impervi, però una volta posizionati i pezzi poterono colpire i l forte con tiri a puntamento diretto lasciando interdetto il comandate nemico che dichiaro che solo il diavolo poteva portare i cannoni lassù
La batteria di Rocca pagana colpiva Pra Gioiel, mentre quella di M.Fustacchio colpiva con tiri d'arcata l'interno del forte.

Gli austriaci cercavano inutilmente di controbattere i tiri della batteria Farinetti, quando da una svolta della strada comparse un cannone che faceva fuoco a meno di 400 m sul forte al che il luogotenente Pren disse sbigottito "anche l'artiglieria va all'assalto?". Questo era il pezzo del luogotenente Alasia coadiuvato dal caporale Cordona che doveva sparare sul forte e ritirarsi dietro la curva e ricaricare aspettare che il nemico scaricasse i suoi colpi e uscire di nuovo. Avrebbe dovuto sparare 2 o 3 colpi e poi ritirarsi ma visto il successo e il silenzio dei cannoni nemici l'impavido continuo a colpire il forte .Riuscì ad abbattere la bandiera ,infilare una cannoniera,ma appena gli artiglieri nemici riuscirono a superare il problema dell'alzo negativo iniziarono a sparare sul nostro.

Il terribile gioco, a cui assistevano ammutoliti i garibaldini dai monti circostanti, si concluse al 21°colpo dell'Alasia quando fu colpito da una scarica di mitraglia,uccidendo l'ufficiale e il caporale e ferendo una trentina di garibaldini.

Il forte cadde il 19 luglio alle ore 16 grazie ad un colpo di mano del tenente garibaldino Emilio Blenio. Il tenente stizzito perchè il forte non si piegava al volere del Generale si avvicinò di soppiatto al forte e quando il comandante uscì per respirare un po'gli si avvicinò e dicendogli di essere al comando di un grosso contingente gli intimò la resa,l'austriaco mai avrebbe pensato di aver a che fare con una persona così spavalda gli crede e innalzò bandiera bianca.
Furono catturati 5 ufficiali e 198 soldati, l'ufficiale medico fu in seguito rilasciato.

(Tratto dal sito World War:fortificazioni)

Mercoledì, 02 Luglio 2014

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