La processione delle bore

La processione delle bore - I batedur de bore

Via Crucis del Venerdì Santo

Fino al 1938 la sera del Venerdì Santo a Storo si celebrava una Via Crucis molto suggestiva e dalle origini antichissime. La processione percorreva le pittoresche stradine medioevali della borgata, illuminate soltanto da lumini ricavati in gusci di lumaca riempiti di olio di noci. Lungo il percorso venivano messi in scena da figuranti in costume alcuni dei momenti salienti della passione di Cristo, le cosiddette "stazioni viventi". Il corteo era accompagnato da alcune bore (tronchi di abete rosso) che venivano portate da squadre di giovani e battute all’unisono con mazze di legno secondo un ritmo preciso, continuamente ripetuto: rappresentava i colpi di martello che avevano inchiodato Gesù alla croce. Una grande croce con i simboli della passione, illuminata dall’interno, accompagnava la processione.

La soppressione

La tradizione delle "bore" venne interrotta nel 1938 per volontà dell’allora parroco don Luigi Colmano; quella delle "stazioni viventi" proseguì per altri vent’anni. Motivo della soppressione furono comportamenti poco consoni allo spirito della Settimana Santa da parte delle compagnie di battitori (polenta carbonera e libagioni dopo la Via Crucis) e figuranti poco seri sulle stazioni.

Il recupero 

Nel 2002 nacque un’associazione culturale, I batedùr de bore – Gruppo Folk Vecchia Storo, che, con l’appoggio del parroco don Michele Balestra e in stretta collaborazione con i gruppi parrocchiali, recuperò questa antica tradizione. Il Venerdì Santo del 2003, dopo ben 65 anni, si rividero per le vie del paese, illuminate dai gusci di lumaca, due bore con 32 batedur e alcune stazioni viventi. La suggestione della processione, il comportamento di batedur e figuranti e la partecipazione dei fedeli convinsero al definitivo recupero dell’antica tradizione, che viene riproposta anche quest’anno la sera del Venerdì Santo 6 aprile 2007.

Bibliografia:

Alberto Folgheraiter, La terra dei padri, Casse Rurali Trentine, Trento 2002, pp.67-69.
Aldo Gorfer, Terra mia, Saturnia, Trento1980, pp. 271-282.
Nino Scaglia, Settant’anni di vita storese, CediS, Storo 1984, pp. 122-124.

Giovedì, 03 Luglio 2014 - Ultima modifica: Martedì, 24 Maggio 2016

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