Interrogazione dei consiglieri

Ennio Colò, Dario Piccinelli, Vigilio Giovanelli e Giovanni Luzzani

oggetto:  interrogazione sulla situazione delle pratiche del condono edilizio 1985

I sottofirmati consiglieri comunali di Crescere Insieme e Civica Lodrone La interrogano ai sensi del regolamentolcon richiesta di risposta scritta in riferimento alla mozione approvata dal Consiglio Comunale il 27 novembre 1997 con la quale si impegnava "Sindaco e Giunta a dare risposte concrete relativamente al pagamento degli oneri di urbanizzazione del condono 1985  entro l' autunno 1998.

Le chiedono quindi una relazione scritta sull'argomento e se non sia il caso di inserire un punto all'o.d.g. del prossimo consiglio comunale per dar modo a tutti ì consiglieri di intervenire.

RingraziandoLa, distinti saluti.

Storo, 19.10.1998


 

 

Signori Consiglieri

OGGETTO: risposta alla interrogazione sulla "situazione delle pratiche del condono edilizio 1985",

prot 9412/SE del 19 ottobre 1998.

Dopo la delibera di consiglio n.40 del 27-11-1997, l'amministrazione comunale ha affrontato il problema delle pratiche di condono edilizio cercando di riportare il problema dal piano politico al piano tecnico, per questo:

dal punto di vista tecnico: abbiamo incaricato il geom. Giancarlo Brendolan, ex dipendente dell'ufficio tecnico del Comune di Trento ed esperto nella pratica edilizia, di riordinare e portare a termine tutte le pratiche giacenti presso l'ufficio tecnico relative ai due condoni. Il geom. Brendolan è stato poi affiancato dal geom. Ischia Marco e quindi dalla geom. Cozzati Marica;

per l'approfondimento legale: abbiamo chiesto un parere allo Studio legale associato Dalla Fior Lorenzi sulla controversa questione delle pratiche ancora aperte del condono '85. Abbiamo chiesto cioè il loro parere relativamente alla necessità di far pagare gli oneri di urbanizzazione alle abitazioni realizzate abusivamente in zona agricola;

In questo ultimo anno, l'ufficio tecnico ha analizzato in modo sistematico tutte le pratiche di condono che non erano ancora concluse al momento dell'incarico dato al geom. Brendolan. La situazione delle pratiche di condono al 12 gennaio 1999 è la seguente:

Condono L. 47/85

Domande presentate

460

Concessioni rilasciate in sanatoria

403

Pratiche sospese

57

per oneri di urbanizzazione

44

per altra documentazione

13

Condono L. 724/94

Domande presentate

110

Concessioni rilasciate in sanatoria

19

pratiche in attesa di parere della Commissione Edilizia

7

Pratiche in attesa di documentazione integrativa

55

Pratiche in attesa di parere della P.A.T.

22

Pratiche sospese per definizione di altre problematiche

7

 

Dei condono '85 destano maggior preoccupazione le 44 pratiche sospese per l'incertezza sulla necessità di far pagare gli oneri di urbanizzazione, mentre le 7 pratiche dei condono '94 preoccupano perché alcune non avrebbero i requisiti per ottenere la concessione edilizia.

Il parere legale assunto, dopo una disanima articolata del problema, dopo avere riconosciuto la difficoltà obiettiva nell'interpretare le leggi che regolano la questione termina così:

 

"In tal senso, pur ribadendo le obiettive difficoltà che l'interpretazione della disposizione porta(,) siamo dell'avviso che intanto si giustifichi una esenzione totale da contributo in quanto della sanatoria-condono(,) siano (le) opere ammissibili in zona agricola; laddove per contro(,) violando la disposizione urbanistica( dando corpo a mutamenti di destinazione d'uso tra l'altro comportanti un aumento del carico antropico in zona(,) non sembra possa legittimamente invocarsi l'esenzione dal pagamento del contributo concessorio". Mi scuso per avere messo un po' di punteggiatura, ma credo che aiuti la sua lettura.

Tutto chiaro? Pare di no, e ad oggi vi sono due interpretazioni divergenti, anche perché, per qualcuno, altri pareri espressi in ambito P.A.T. parrebbero portare ad interpretazioni opposte, sulla questione degli oneri delle case di montagna che hanno chiesto il condono '85. Naturalmente, se i pareri tecnici" non sono univocamente interpretati dai più, si può pensare che si tratti di un problema da risolvere tornando sul piano politico. Stiamo chiedendo un "nuovo parere tecnico legale", se il parere coinciderà con quello già acquisito sapremo come muoverci, se in contrasto, torneremo in Consiglio e decideremo insieme come sciogliere questo nodo gordiano.

Trento 17 gennaio 1999

L'assessore ai Lavori Pubblici

Gianpietro Mezzi


Replica all'interrogazione sui Condoni 1985.

La risposta sui condoni 1985 ci conferma che non c'è la volontà di giungere ad una decisione che dovrebbe finalmente far giustizia fra chi ha ormai pagato da anni e chi è convinto delle sue ragioni per non pagare gli oneri. Ricordiamo che si tratta di decine e decine di pratiche e di qualche centinaio di milioni in ballo.

Il parere dello studio Dalla Fior Lorenzi è datato 5 maggio 1998 e oggi a 9 mesi ci si dice che si sentirà anche un altro legale per confrontare il parere.

Ma non si poteva fare prima?

Il problema è aggravato dal fatto che l'Assessore Caterina Mezzi è talmente coinvolta nella sua posizione, che se la Giunta decide per il pagamento per tutti, Lei compresa, crolla il suo piedistallo dorato sul quale si è ben sistemata. E con Lei crollerà la Giunta.

Non solo, ma si dovrà ammettere che aveva ragione l'amministrazione Malfer che aveva intrapreso l'impopolare scelta di far pagare gli oneri e la maggioranza dovrà rimangiarsi tutte le velenose accuse espresse in campagna elettorale sull'argomento.

In caso contrario, si dovranno rimborsare tutti quelli che hanno già pagato e allora bisognerà ammettere che aveva proprio ragione il Consigliere Colò.

Sono quattro anni che temporeggiate e il malumore cresce. Non è che per caso, si tenta di guadagnare tempo per arrivare ai cinque anni per cui, come per gli espropri, nessuno poi nulla può pretendere, vero?

Garantiamo comunque che ad ogni prossimo Consiglio Comunale, fino alla risoluzione del problema, si dovrà tornare su nostra iniziativa, sull'argomento.

Giovanni Luzzani


CONTROREPLICA (punto di vista personale)

Negli anni di gestione malferiana, per responsabilità condivisa dai firmatari dell'interrogazione, la legislazione urbanistica è stata sistematicamente ignorata sul territorio comunale, per più motivi:

per interesse politico, nella continua ricerca del consenso;

per incompetenza e incapacità forse non condannabili, quando non fossero volute;

per interesse personale, perché molti ne hanno avuto vantaggio, soprattutto tra chi è stato vicino alla pentola, come si dice di solito;

comunque, le amministrazioni malferiane. cioè chi ha amministrato con lui. come i firmatari della interrogazione, porta la responsabilità diretta, chiara e non eludibile dei disastri prodotti in campo edilizio e urbanistico. Ancora di più sono responsabili perché con il loro comportamento hanno contribuito ad intaccare il senso di legalità nei cittadini.

Per capire la dimensione dei danno accumulato dal malgoverno democristiano in ambito edilizio basti pensare che negli anni si sono realizzati tanti abusi edilizi da coinvolgere quasi l'intera popolazione del Comune di Storo, ad oggi infatti sono stati accertati circa 780 abusi edilizi (460 col condono '85, 110 col condono '94 e altri 210 abusi sono stati accertati direttamente, di questi una trentina non sono ancora conclusi). Come ho avuto modo di dire altre volte, si presume altre centinaia di abusi edilizi siano in attesa di venire alla luce: vuoi il solito anonimo, l'autodenuncia o una verifica diretta.

Perché parlo della questione dell'abusivismo in generale e non affronto solo la questione del contributo di concessione legata agli edifici costruiti in area agricola che hanno chiesto il condono del 1985?

Perché i due problemi sono inscindibili.

Secondo me, non sarà possibile risolvere il problema degli oneri delle seconde case costruite prima del '92, senza avere davanti, chiaro, l'obiettivo da perseguire: il consolidamento del senso di legalità nell'edilizia.

Che gli ex amministratori malferiani, si rendano conto che hanno lasciato problemi difficilmente risolvibili, potrebbe essere un segnale positivo. Che cerchino di mettere in imbarazzo la maggioranza sfruttando le difficoltà che ha nel risolvere i guai che le hanno lasciato in eredità, infastidisce.

Buona educazione vorrebbe che partecipassero, magari in doveroso, discreto, silenzio a chiudere ferite ancora aperte, di cui portano da soli l'intera responsabilità

Gianpietro Mezzi (Perotel)