INTERPELLANZA SU CENSIMENTO DEI SITI POTENZIALMENTE INQUINATI

(Risposta - replica)

Storo, 22.10.2003
prot. 9738

All'assessore alla cultura e alla partecipazione

Premesso:

Si chiede:

L'Amministrazione Comunale, esclude che sul territorio siano presenti siti potenzialmente inquinati in aree produttive?

L'Amministrazione Comunale, non ritiene opportuno fare una indagine approfondita, anche con l'aiuto delle vecchie maestranze delle realtà produttive (soprattutto di alcune attività dismesse), per verificare se non vi sia il rischio che alcuni depositi potenzialmente inquinanti (soprattutto scaricati nel sottosuolo, quando nessuno lo vietava) siano sfuggiti all'indagine provinciale, escludendoli quindi da una possibile azione di bonifica (a spese PAT)?

Anche alla luce della recente approvazione del "Patto per l'acqua", approvato all'unanimità da Maggioranza e Opposizione del Consiglio Comunale di Storo, e presumendo che le possibili fonti di inquinamento presenti, mettano soprattutto a rischio la falda acquifera della nostra piana. Ritiene possibile una discussione approfondita in Consiglio Comunale sull'argomento?

In attesa di risposta scritta a termini di regolamento, si porgono distinti saluti

Gianpietro Mezzi (Perotel)
consigliere di Aria Nuova


Risposta ALL'INTERPELLANZA SU CENSIMENTO DEI SITI POTENZIALMENTE INQUINATI

Storo, 3 novembre 2003
prot. 10077

Egregio signor
consigliere comunale
Gianpietro Mezzi

Iniziamo subito con il bacchettare chi ieri poteva intraprendere iniziative in tal senso (se riteneva e ritiene tuttora realmente importanti le problematiche legate all’inquinamento ambientale), mi riferisco alla sua persona ora interrogante, che un tempo, in qualità d’assessore (1995 al 2000), anche alla luce del decreto Ronchi datato 5 febbraio 1997, poteva inventarsi ed attuare, se davvero lo riteneva così essenziale, qualcosa di concreto.

Le problematiche ambientali da troppo pochi anni sono diventate d’importanza nevralgica, ed è interesse di tutti avere a cuore l’ambiente, perché tutti ci vivono. Risulta quindi spontaneo ed anzi categorico, se si desidera bere acqua pulita, godere e vivere in ambienti naturali sani; garantire il rispetto su tutto ciò che ci circonda.

Oggi a questo proposito si punta sempre di più sullo sviluppo sostenibile, soprattutto in riferimento al rapporto uomo – ambiente, ed anche la tecnologia sta facendo del suo meglio per evitare disastri ecologici nocivi per tutti gli esseri viventi, che nel passato erano all’ordine del giorno e neppure tutti rilevati.

Anche le aziende, nelle quali lavora la stragrande maggioranza delle persone residenti nel nostro comune, si sono adeguate o stanno concludendo l’iter d’adeguamento degli impianti e delle lavorazioni, a tutta quella serie di normative indirizzate alla tutela, al rispetto ambientale e naturalmente alla sicurezza ed igiene sul posto di lavoro.

Le Associazioni di categoria stesse, alle quali sono iscritte le aziende, da anni stanno sensibilizzando gli operatori di tutti i settori a tale scopo, attraverso lo strumento dell’informazione, dei corsi, della certificazione, con l’obiettivo di garantire in futuro produzioni e lavorazioni in linea con le direttive comunitarie di tutela ambientale. Il comune di Storo, come ogni altro ente pubblico è il primo ad essere interessato a tale scopo; infatti, da quando è insediata quest’amministrazione, sono state potenziate le attività corsuali, formative, anche attraverso l’ausilio dell’informatica e consulenti esterni, per qualificare nel migliore dei modi il personale e far fronte anche alle esigenze ambientali.

In data 7 agosto 2002 al protocollo n. 7081 è pervenuta a quest’amministrazione la domanda di censimento dei siti potenzialmente inquinati, a cura della provincia autonoma di Trento.

In ragione di ciò l’ufficio tecnico comunale ha predisposto un elenco per realizzare il censimento di detti siti, seguendo le linee guida già utilizzate per la predisposizione dei piani di bonifica delle aree inquinate e previste dal decreto del Ministero dell'Ambiente del 16 maggio 1989 n° 185 così come definito dalla provincia nella lettera sopra richiamata.

Da tale decreto sono tratte pertanto le seguenti indicazioni: «Un'area s’intende potenzialmente inquinata quando è stata interessata da sversamento diretto da deposito non autorizzato o da ricaduta di sostanze pericolose, solide, liquide o aeriformi. Un'area s’intende altresì potenzialmente contaminata quando si è avuto un contatto accidentale o contaminativo con sostanze pericolose.»

La Provincia Autonoma di Trento attraverso il «Progetto speciale di recupero ambientale e urbanistico delle aree industriali», ha fornito alcuni esempi di siti potenzialmente contaminati, ai sensi e per gli effetti del D.M. 16 maggio 1989:

q aree interessate da attività minerarie, in corso o dismesse;

q aree interessate da attività industriali dismesse;

q aree interessate da rilasci incidentali o dolosi di sostanze pericolose;

q aree interessate da discariche non autorizzate;

q aree interessate da operazioni d’adduzione e stoccaggio idrocarburi, così come da gassificazione di combustibili;

q aree interessate da spandimento non autorizzato di fanghi e residui speciali o tossico e nocivi.

Altri siti potenzialmente contaminati che usualmente vengono presi in considerazione sono:

q le vecchie discariche comunali di R.S.U. già censite e bonificate dalla P.A.T.;

q i centri di rottamazione veicoli;

q i distributori stradali o depositi di carburante dismessi.

Dalle indicazioni sopra descritte l’ufficio tecnico, dopo aver effettuato un sopralluogo con i funzionari del servizio di merito, avvenuto nel mese di settembre dello scorso anno, ha fornito l’elenco dei seguenti siti:

q ex discarica RSU in località Calcine a Storo;

q ex discarica RSU in località Fontana Bianca a Storo;

q ex discarica RSU in località strada di Riccomassimo;

q ex discarica presso campi da tennis a Storo;

q ex discarica in località alle Piane a Storo;

q ex discarica in località Olta de Cavagnaol a Storo;

q ex discarica in località Roverselle a Storo;

q ex distributore di carburante Agip a Storo;

q Agipgas per il deposito di Gpl a Storo;

q Distributore di carburante Esso a Storo;

q Distributore di carburante Q8 a Storo;

q Ex miniera di Barite della società Mineraria Baritina in località Darzo;

q Ex miniera Dosprè della società Maffei & C. a Darzo;

q Ex miniera Dosprè di Sotto della società Maffei & C. a Darzo;

q Ex miniera di Tonolo della società Sigma Mineraria spa a Storo.

La provincia autonoma di Trento ha inviato in data 23 giugno 2003 (su supporto informatico) al protocollo n. 5711 il piano provinciale per la bonifica delle aree inquinate, nel quale sono individuati i siti sopra descritti.

Come può facilmente notare, si evince dall’elenco di siti sopra riportato, inserito ora nel piano provinciale, che l’ufficio tecnico comunale non ha segnalato solo le discariche RSU dismesse, come da Lei erroneamente citato nell’interrogazione, ma anche una serie d’altri siti "potenzialmente inquinati", come da esempi di siti potenzialmente contaminati ai sensi e per gli effetti del D.M. 16 maggio 1989, fornito dalla provincia.

Dall’indagine effettuata in quella data, anche sulla base delle indicazioni (esempi sopra citati) fatte dalla PAT, non ci risulta esistano altri siti particolarmente e potenzialmente inquinati. Per le aree produttive dismesse non inserite nel piano, sarà cura dell’ufficio tecnico segnalare in futuro alla provincia, attraverso il servizio ambiente, nuovi siti che necessitano d’interventi di bonifica e di recupero ambientale.

Il Sindaco
(p.i. Settimo Scaglia)


Replica del consigliere letta nella seduta consiliare del 9 novembre 2004

Sono insoddisfatto della risposta.

Uso come replica la vostra ultima delibera di giunta che riporto integralmente, Credo possa essere "illuminante" nel valutare la coerenza e l'impegno che ponete a difesa dell'ambiente e delle casse del comune.

(link alla delibera n. 17 del 23 luglio 2004)

La morale della favola, riassumendo all'osso è: "visto che siamo incapaci di intendere e di volere, che paghi la comunità!"