Interrogazione sullo stato di salute dell'acqua potabile di Darzo

(Risposta del 5.11.2004 - replica del 9.11.2004))

Prot. n. 10516
del 18ottobre 2004

Egr. Sig. Sindaco del Comune di Storo
Egr. Sig. Assessore ai lavori pubblici
Egr. Sig. Assessore frazionale di Darzo

Nelle scorse settimane, dalla metà di settembre ai primi giorni di ottobre, l'acqua che sgorgava dai rubinetti della case di Darzo era imbevibile per il forte sapore di cloro; il fatto è stato osservato e segnalato da molte persone residenti in varie zone dei paese e molte famiglie hanno fatto ricorso per la prima volta all'acqua minerale. Mi sono pertanto sentito in dovere di fare alcune indagini ed approfondire il problema, ed i risultatati sconcertanti mi impongono questa interrogazione.

I dati acquisiti presso l'ufficio tecnico comunale confermano che l'acqua di Darzo è, per così dire, un "sorvegliato speciale" da anni: spesso infatti i valori analitici sono fuori norma dal punto di vista microbiologico.

Nel mese di settembre 2004 si sono registrati valori particolarmente anomali (v. ad esempio l'analisi n° 23396 dei 14/0912003 dei campione prelevato alla fontana alla chiesa di Darzo), e presumo che questo sia stato il motivo dell'intervento di clorazione che tutti hanno avvertito.

Oltre ad acquisire le analisi dell'acqua, il giorno 8 ottobre mi sono anche preso la briga di fare una camminata fino a Prael per ispezionare le prese di acqua , documentando it tutto con delle foto; 2 anni fa avevo fatto un analogo sopraluogo in compagnia di un tecnico comunale e di altri esperti ed i riscontri non erano confortanti.

Oggi la situazione è decisamente peggiorata e a dir poco preoccupante: degrado delle opere di presa, cedimenti di muri di sostegno, recinzioni delle aree divelte, invasione di sterpaglie e spine, canali di scolo ostruiti da detriti, condutture fatiscenti con perdite riparate in modo approssimativo, tracce di nidificazioni animali, insomma uno stato generale di degrado ed abbandono a dir poco vergognose.

Tutto questo è il risultato di mancata manutenzione e pulizia delle aree e ritardo negli interventi straordinari, progettati da anni ma bloccati, pare in attesa di esproprio di terreni privati.

Ciò premesso si chiede:

  1. chi è, o se più d'uno, chi sono gli assessori comunali responsabili per il controllo dell'acqua potabile e per la manutenzione degli acquedotti comunali, per quello di Darzo in particolare?

  2. questi responsabili sono a conoscenza della situazione che ho descritto? Sono informati dei risultati delle analisi? Le ritengono soddisfacenti? Quante volte e quando hanno effettuato ispezioni alle prese d'acqua di Darzo nell'ultima legislatura?

  3. Qual è la procedura ordinaria dì controllo dell'acqua e chi è il responsabile all'interno dell'ufficio tecnico?

  4. chi dispone gli interventi di clorazione e come vengono eseguiti tecnicamente (tipo e quantità di agente usato, tipo di cloratore, se la clorazione è rapportata alla portata d'acqua)?

  5. Lo scopo della clorazione è eliminare i batteri e far rientrare le analisi nei limiti di conformità stabiliti per legge evitando sanzioni o piuttosto quella di tutelare la salute dei cittadini e la qualità dell'acqua? (le due cose non sempre vanno di pari passo)

  6. Si è a conoscenza dei possibili effetti nocivi sulla salute dei sottoprodotti della clorazione (sostanze organo-alogenate chiamate D-DBP, sono almeno 16 tra cui il cloroformio), soprattutto se usati in dose e in modo non appropriato?

  7. L'organo competente dell'Azienda sanitaria provinciale nei controlli effettuati ha riscontrato anomalie, dato pareri, ammonizioni o sanzioni?

  8. Non sarebbe più opportuno prevenire i problemi a monte con più semplici ed efficaci interventi di pulizia ordinaria e di manutenzione straordinaria sulle prese, piuttosto che correre ai ripari a valle clorando l'acqua?

  9. Si ritiene che la manutenzione ordinaria (pulizia e disinfezione delle vasche, e pulizia interno alle opere di presa) sia stata adeguata o insufficiente? L'assessore competente ha effettuato i dovuti controlli? Con che frequenza il cantiere comunale effettua interventi di pulizia e manutenzione?

  10. Vista la cronica carenza organizzativo gestionale del cantiere comunale, che nessuno ha mai provveduto a risolvere, perché non si è pensato di utilizzare gli operai del progetto 10, almeno per il disboscamento e la pulizia delle aree circostanti le prese, con ripristino delle recinzioni e dei cancelli, attualmente inesistenti ?

  11. perché questa amministrazione, ed in particolare l'assessore ai lavori pubblici, ha ritenuto ad inizio legislatura di bloccare la procedura per le opere di manutenzione straordinaria delle prese comunali , tra le quali figuravano quelle di Darzo?

  12. non si ritiene che, almeno per gli interventi sulle prese maggiormente compromesse e con i maggiori problemi di contaminazione, si possa raffigurare il carattere di urgenza e di tutela della salute pubblica, e che ciò consenta di intervenire su manufatti anche se localizzati su terreni privati? In altre parole, l'interesse pubblico non deve prevalere sulla tutela del privato? Inoltre il lungo lasso di tempo di occupazione del suolo privato non può far scattare la regola di "usucapione"?

  13. Ammesso e non concesso che non si possa intervenire , perché dopo 4 anni e passa non si è ancora espletato la procedura di esproprio e non sono ancora iniziati i lavori di manutenzione alle prese comunali?

  14. A quando risale la progettazione di questi lavori e quando si prevede che possano finalmente iniziare?

  15. Tale progetto è stato preceduto da uno studio idrogeologico del bacino e da un parere tecnico sulle cause di contaminazione ? In caso affermativo, visto il lungo periodo di tempo trascorso, è forse opportuno aggiornarlo?

  16. Congiuntamente a più adeguate misure di igiene ordinaria ed in attesa dì interventi straordinari sulle opere di presa, non si ritiene opportuno richiedere una perizia tecnica al fine di valutare se è effettivamente necessario un trattamento dell'acqua dell'acqua, ed eventualmente adottare quello più efficace e sicuro per la salute dei cittadini?

A conclusione di questa interrogazione, che ritengo doverosa e propositiva vista l'importanza dei temi trattati, auspico una risposta dettagliata, onesta e serena

Chiedo risposta scritta nei termini del regolamento.

Distinti saluti

I consigliere Donato Donati

Darzo, 15 ottobre 2004


Risposta

Prot 11117
del 5 novembre 2004

OGGETTO: Risposta all’interrogazione sullo stato dell’acqua potabile di Darzo.

Da alcuni anni il Comune di Storo ha affidato con convenzione al Cedis che agisce tramite i laboratori autorizzati della Trentino Servizi S.P.A. l’incarico di controllare nei modi e tempi di legge la qualità delle acque delle sorgenti dei nostri acquedotti e di intervenire per contenere i parametri entro i limiti, sostituendo a tutti gli effetti e a termine di legge l’attività che una volta svolgevano gli uffici del medico provinciale. Sia la precedente amministrazione che l’attuale sono al corrente della necessità di una sistemazione e protezione definitiva delle opere di presa.

Infatti la ristrutturazione completa delle opere di presa e dei serbatoi per l’acqua potabile nel comune di Storo è stata oggetto di una travagliata opera pubblica come si può desumere dalla cronologia degli eventi che qui di seguito le riassumo:

Dal verbale della seduta di giunta del 12 ottobre 2004 (quindi sei giorni prima della presentazione dell’interrogazione risulta quanto segue a proposito dell’acquedotto di Darzo. «L’assessore segnala la grave e urgente necessità di intervenire per risanare e mettere in sicurezza igienica le opere di presa degli acquedotti di Darzo. Questi interventi erano ricompresi nel progetto Armani andato in appalto anni fa e poi bloccato dall’opposizione dei proprietari che potevano appellarsi alla mancata procedura espropriativa voluta dalla precedente amministrazione. In data odierna finalmente è stata consegnata la perizia che libera le risorse assegnate all’appalto, il cui contratto con la ditta appaltatrice viene chiuso, per iscriverle nei cottimi fra le somme a disposizione consentendo l’affido dei lavori urgenti all’impresa Mauro Salvadori che ha già dato la disponibilità a intervenire subito. Se sorgono difficoltà per gli espropri si deve valutare la percorribilità della procedura in somma urgenza che consente l’immediata occupazione delle aree».

I proprietari hanno dato l’assenso ieri e sempre ieri è stato possibile appaltare i lavori urgenti, che inizieranno lunedì prossimo.

Chiedo scusa per il ritardo di qualche giorno per la risposta dovuto all’attesa del consenso dei proprietari che hanno consentito l’immediato avvio dei lavori.

Ringrazio del tuo interessamento al problema delle opere di presa della frazione di Darzo.

Distinti saluti.

L’assessore ai lavori pubblici
(Mario Mezzi)


Replica del consigliere  letta nella seduta consiliare del 9.11.2004 e depositata in atti.

La risposta è largamente incompleta e reticente; alle 16 domande si risponde in modo accettabile solo alla domanda 11 e 14, e parzialmente alla 3, 4, 12 e 13; nessuna risposta alle altre 10.

L'interrogazione era articolata ed improntata più su problemi di carattere igienico-sanitario che di lavori pubblici ; si pensa invece di togliersi dall'imbarazzo incaricando della risposta l'assessore ai lavori pubblici che elenca le tappe del travagliato iter, per giustificare i gravi ritardi nei lavori di manutenzione straordinaria alle prese di Darzo. Ma questo era solo una delle questioni!

Dei problemi igienico-sanitari sollevati si risponde che sono affari e responsabilità di 2 aziende private, il CEDIS e la Trentino Servizi SPA; semplice e comodo, ma le cose non stanno affatto così.

La nuova convenzione del 27 settembre 2004, così come la precedente del 2001, sempre istruite e sottoscritte dal nostro segretario, affida al CEDIS unicamente "l'organizzazione dei prelievi e delle relative analisi per la verifica della buona qualità delle acque destinate al consumo umano, come previsto dal DL 2/2/01 n. 31".

Solo di questo il CEDIS è responsabile, mentre (cito la convenzione) "il Comune rimane primo responsabile dei propri impianti e del prodotto da esso erogato", deve quindi fare la sua parte, ma così non è. E' compito dei Comune provvedere alla pulizia e disinfezione delle opere di presa e dei depositi, al disboscamento e recinzione delle aree di rispetto intorno alle prese, alla manutenzione straordinarie delle prese e della rete. Non vi sono dubbi che questa è stata trascurata in modo indecente (date un occhiata alle foto che ho portato); questo è uno dei motivi, forse il principale, dell'inquinamento.

Dico forse perché nessuno si è mai sognato di affidare perizie per capire come stanno realmente le cose e provvedere agli interventi più efficaci.

Non è citato nella convenzione il trattamento con clorazione delle acque, e non è dato sapere chi lo dispone, chi lo effettua, come, quando e con che criteri.

Ho ipotizzato che lo sgradevole sapore dell'acqua di Darzo avvertito a fine settembre fosse dipeso dalla clorazione eccessiva, e ho sollevato il problema della tossicità dei sottoprodotti della clorazione; ma pare che la cosa non interessi e non preoccupi i nostri amministratori.

Sì dice (ma non è vero) che non esiste più un controllo pubblico dell'acqua potabile in passato in capo al medico Provinciale; in realtà l'organo sanitario pubblico di controllo e tutela è ora il servizio di prevenzione ambientale dell'Azienda Provinciale ai Servizi Sanitari, cui spetta tra l'altro il compito di effettuare controlli a campione dell'acqua al rubinetto delle abitazioni , ed ammonire e sanzionare il comune se i valori sono fuori norma; ho chiesto se questo è avvenuto ma non ho avuto risposta.

Mi sarei aspettato che fosse il Sindaco, quale autorità sanitaria locale, a rispondere a questa interrogazione, perché dovrebbe vigilare sulla potabilità dell'acqua e conoscere il risultato delle analisi; se così fosse dovrebbe preoccuparsi di sapere che gran parte delle analisi dell'acqua effettuate sulla rete idrica comunale negli ultimi anni non rientrano nei limiti dei DL 31 del 02/0212001 (o in precedenza al DPR 238/88.), per motivi quasi sempre di contaminazione batterica (più frequentemente a Darzo, ma talvolta anche a Storo e Lodrone).

Riguardo poi agli interventi straordinari sulle prese e al loro travagliato iter citato nella risposta penso che:

Per concludere, mi pare evidente che, anche nella gestione di un bene di primaria importanza come l'acqua potabile, l'amministrazione comunale ha dimostrato ancora una volta una bella dose di negligenza, imprudenza e imperizia.

Il consigliere Donato Donati
Storo, 9 novembre 2004