Delibera n. 24 del 26.11.2007.
OGGETTO: ordine del giorno sugli OGM.
IL CONSIGLIO COMUNALE
PREMESSO che:
la Coalizione Italia Europa – Liberi da OGM, costituita dalle organizzazioni di rappresentanza dell’agricoltura; dell’artigianato, della piccola e media industria, del commercio e della grande distribuzione agroalimentare; del consumerismo, dell’ambientalismo e della cooperazione internazionale, ha promosso un dibattito nazionale, dal 15 settembre al 15 novembre 2007, al fine del pronunciamento diretto dei cittadini perché l’agroalimentare, il cibo e la sua genuinità siano il cuore dello sviluppo del Paese, fatto di persone e territori, salute e qualità, sostenibile, innovativo e libero da OGM;
l'applicazione del principio di precauzione comporta l'adozione di decisioni cautelative allorquando, in presenza di rischi gravi o irreversibili, non sia ancora possibile stabilire con certezza, sulla base delle conoscenze scientifiche disponibili, un'esatta relazione tra causa ed effetto;
l’introduzione nell’ambiente di organismi modificati legata, soprattutto, all’utilizzazione in agricoltura di sementi e varietà vegetali connesse a forme di sfruttamento intensivo, facendo largo impiego di mezzi tecnici, quali insetticidi, diserbanti e fitofarmaci in genere, può avere effetti negativi sulla diversità biologica delle forme viventi, per la riduzione della capacità di adattarsi e resistere al processo, graduale e continuo, di evoluzione naturale;
il rapporto del Centro Comune di Ricerche della UE ha evidenziato l’impossibilità di far convivere agricoltura transgenica e agricoltura biologica e convenzionale, affermando che l’agricoltura biologica sarebbe irreversibilmente compromessa dalla contaminazione da OGM e paventando, inoltre, forti rischi di perdita di competitività per l’agricoltura convenzionale;
la presenza sul territorio di coltivazioni transgeniche può comportare il rischio di contaminazione genetica, con conseguente gravissimo danno all’ambiente, alle risorse naturali ed alle coltivazioni convenzionali e biologiche, anche in relazione all’irreversibilità delle ricadute sull’ambiente e sull’ecosistema;
il territorio comunale vanta un variegatissimo e prezioso patrimonio alimentare, caratterizzato da una forte identità territoriale, tradizionale e culturale della produzione agricola e che non si può consentire la perdita di queste ricchezze, a causa dell’ingegnerizzazione dei prodotti tipici e naturali e della commistione di geni di diversa origine, che avrebbero evidenti ripercussioni negative sulla specificità delle nostre coltivazioni e sulla loro distribuzione territoriale;
è indispensabile evitare che in un territorio destinato alla produzione di qualità vengano inserite piante geneticamente modificate, dal momento che la loro interazione ridurrebbe irrimediabilmente il valore della specificità, e che l’identità storica di ciascun prodotto finirebbe con il venir meno, risultando compromesse le vocazioni colturali di alcune aree produttive;
l’attenzione e l’informazione sulla qualità dei prodotti e sulla tracciabilità dei cibi rappresentano il motore dello sviluppo dei sistemi locali e consentono di incrementare la competitività merceologica ed il valore aggiunto in agricoltura;
la riforma della P.A.C. prevede un particolare impegno per il rispetto agro ambientale e per la produzione di alimenti di alta qualità e che pertanto è importante garantire, promuovere e conservare un modello di agricoltura basato sul rispetto dell’ambiente ed in grado di valorizzare le produzioni di origine e tradizionali;
tra i compiti del Comune vi è anche l’attuazione di una politica per la difesa del suolo, la tutela e valorizzazione dell'ambiente e delle risorse naturali e la prevenzione delle calamità;
RITENUTO opportuno un impegno rivolto:
alla tutela del territorio e delle produzioni tipiche dai possibili effetti negativi connessi all’impiego ed alla coltivazione di organismi geneticamente modificati;
all’attività di informazione e di educazione alimentare;
al recupero di metodologie, sia agronomiche che di trasformazione, specifiche e tradizionali;
al rilancio dei prodotti legati al territorio ed all’identità culturale dei luoghi, ottenuti nel rispetto dei parametri dei disciplinari;
DATO ATTO che gli ordini del giorno non sono soggetti ai pareri di cui all’art 81 del T.U. approvato con DPReg 1° febbraio 2005 n. 3/L, come disposto dall’art. 22 comma 6 del regolamento interno del consiglio comunale, approvato nella versione vigente con delibera n. 1 del 23.01.1997 e s.m.;
APERTOSI il dibattito a conclusione del quale viene messo ai voti ed approvato con voti favorevoli 16, contrari 1 (Aldo Armani) e 1 astenuto (Marco Malfer) l’emendamento proposto dal consigliere Fausto Fiorile;
VISTO il TULLRROCC approvato con DPReg 1° febbraio 2005 n. 3/L;
VISTO lo Statuto comunale approvato con delibera consiliare n. 31 dd. 14.07.1994 e s.m.;
CON VOTI favorevoli 15 e 3 astenuti (Aldo Armani, Marco Malfer e Mario Mezzi) espressi sulla proposta come emendata in modo palese per alzata di mano da parte di tutti i componenti del Consiglio comunale presenti e votanti,
IMPEGNA LA GIUNTA
1. a dichiarare il territorio comunale libero da OGM, nel rispetto del principio di precauzione e nelle more della messa a punto di idonei protocolli di sicurezza che, sulla base degli indirizzi comunitari, disponga la valutazione, su scala locale, dei rischi relativi all’impatto dell’emissione deliberata nell’ambiente di organismi geneticamente modificati e dei rischi relativi all’impatto sui sistemi agrari e naturali;
2. a mettere in atto ogni intervento di competenza dell’ amministrazione sul controllo di qualità degli alimenti agricolo-forestali e di allevamento prodotti nel territorio, che porti ad una drastica riduzione nell’uso degli insetticidi, diserbanti, fitofarmaci e concimi chimici in genere, sicuramente inquinanti le falde acquifere e dannosi per la salute dell’uomo;
3. a realizzare iniziative finalizzate allo sviluppo, alla promozione ed alla valorizzazione dei prodotti agricoli e alimentari del territorio ed alla certificazione delle produzioni locali, con particolare riferimento all’informazione sulla qualità di questi prodotti e sulla tracciabilità degli stessi attraverso etichettatura;
4. a creare un tavolo di intesa tra produttori, industrie di trasformazione e di distribuzione del settore alimentare al fine di valorizzare i prodotti tipici, tradizionali e a denominazione protetta;
5. a selezionare tra le aziende fornitrici di pasti e derrate alle mense pubbliche (includendo quindi le mense scolastiche) soltanto quelle che garantiscano il non utilizzo di alimenti contenenti OGM ed a prevedere l'inserimento di una specifica clausola vincolante in tal senso in occasione delle prossime gare d'appalto di ogni mensa pubblica;
ad aderire e sottoscrivere i contenuti del Dibattito nazionale promosso dalla Coalizione Italia Europa – Liberi da OGM che coniuga gli obiettivi economici di sostenibilità del made in Italy agroalimentare con il valore della ricoesione sociale: elementi essenziali di un Paese che, insieme, voglia tornare ad essere protagonista in Europa e nel mondo.