Dichiarazione di voto delle minoranze sulla sdemanializzazione

Nell'esprimere la nostra contrarietà al voto al punto n. 3 all'odg ci preme informare che più nessuno è in grado di frenare la ferrea volontà del nostro vice sindaco, che pur di soddisfare le richieste del suo elettorato é disposto a vendere l'anima al diavolo.

Questa sera siamo chiamati a trattare di nuovo la vendita di un tratto di strada comunale sulla quale insiste un baito edificato nel 1990, su progetto del geom. Candioli Donato, cugino dei committenti. Per realizzare la ristrutturazione del baito, si narra in delibera, "é stata modificata la mappa allegata al progetto, traendo in inganno l'ufficio tecnico" (sic!) nell'esprimere il parere di conformità urbanistica e questa sera, per la seconda volta, si tenta la vendita del sedime della particella demaniale incriminata non potendo operare in sanatoria,

Per rendere l'idea oggi il baito è un manufatto di due piani con a piano terra, garage con due posti macchina e al primo piano é tutto tranne che un deposito. Inoltre il baito confina con un'alta proprietà la p.ed. 824, la quale non esisteva sulla mappa del 1990, misteri della vita, direbbe qualcuno!

  1. A rigore di logica si dovrebbe chiedere anche il cambio di destinazione d'uso ecc. ecc..
  2. Si fa dire a due testimoni "che il baito esiste da sempre, sicuramente prima del 1940: infatti la legge dei centri storici prevede: "per gli edifici esistenti alla data del 1942, la certificazione con idoneo atto notorio, dopo il 1942 il provvedimento di autorizzazione edilizia";
  3. Si allega un parere dell'avvocato Bonazza (pagato dall'amministrazione?) a sostegno della tesi che si può vendere o cedere suolo demaniale.

È un'operazione di routine per la nostra amministrazione; è già successo troppe volte, ma non è questo il problema, qui, come le altre volte, vendiamo per sistemare una situazione in centro storico difficilmente sanabile in altro modo - perché nel centro storico non sono ammessi aumenti di volume e nuove costruzioni -. Se ci sbagliamo correggeteci, se le mappe non sono affidabili buttiamole al macero, se i tecnici possono modificare impunemente gli atti, ditelo! Se invece lo scopo è quello di andare incontro ai cittadini, ben venga, non possiamo che essere d'accordo! Allora modifichiamo i regolamenti, senza scomodare il consiglio mettendo a disagio i consiglieri chiamati ad esprimersi in faccende poco chiare, dal sapore clientelare.

i consiglieri di minoranze
Caterina Mezzi
Umberto Armanini
Giordano Zanetti
Francesca Maccani
Donato Donati
Flavio Zanetti