Prot. m. 1925
del 28 febbraio 2008
Egr. Sig. Sindaco,
qualche giorno fa alcuni cittadini di Storo, facenti parte di un comitato proprietari terreni nuova zona industriale di Storo il cui referente per le comunicazione risulta essere il signor Mario Ferretti , hanno depositato in Comune al n. di protocollo 1748/UT una lettera indirizzata al Presidente Dellai, al funzionario del Servizio Urbanistica dott. Sevignani e per conoscenza a tutti i Consiglieri comunali.
Nel documento si fa riferimento a due precedenti missive. La prima sottoscritta in data 06.12.2007 dove si chiedono delucidazioni al Presidente Dellai su quanto sta accadendo a riguardo del Piano attuativo dell'area industriale di Storo. La seconda inviata dal dott. Sevignani al Comune di Storo in data 06.02.2008 dove si risponde che le spiegazioni richieste devono essere date ai cittadini direttamente dal Sindaco.
Abbiamo letto con molta attenzione la prima delle due lettere inviate dai cittadini al Presidente Dellai e siamo rimasti sbalorditi. Stupiti soprattutto per le pesanti accuse che vengono mosse all'Amministrazione in carica dove, tra le altre cose, si parla chiaramente di un presunto comportamento scorretto nella gestione delle operazioni "aree industriale di Storo ed artigianale di Darzo".
Ora incuriositi dalle tante questioni sollevate, con la presente interrogazione siamo formalmente a sottoporre a Lei i quesiti posti nella lettera.
1. Corrisponde al vero che il Comune di Storo ha avvisato solo alcuni cittadini del cambiamento della destinazione urbanistica sui suoli di loro proprietà in zone approvate dalla Giunta provinciale con delibera n. 7175, 841 e 1897 rispettivamente nel 1999, 2003 e 2004, invitandoli a prendersi cura di versare l'ICI? Se si perché?
2. Corrisponde al vero che per le zone approvate con delibera della Giunta provinciale n. 7175 e 841 rispettivamente nel 1999 e 2003, non sia mai stata versata 1'ICI da parte dei contribuenti perché il Comune di Storo non ha mai avvisato questi cittadini così come previsto dall'art 31 comma 20 della legge 27.12.2002 n. 289?
3. Corrisponde al vero che il Comune di Storo con lettera del 19 febbraio 2007 ha informato i cittadini proprietari che sarebbero stati loro espropriati i terreni ad un costo di € 35,00 il mq., mentre nella zona artigianale di Darzo l'area espropriata è stata pagata 42,88 € il mq.? Se sì perché questa diversità di trattamento?
4. Corrisponde al vero che alcuni cittadini (tra cui il sig. Narciso Marini ex assessore all'industria ora consigliere di maggioranza comunale), abbiano goduto del fatto che le opere di urbanizzazione dell'area artigianale di Darzo eseguite a spese della Provincia e quindi con soldi pubblici, siano state eseguite senza che sia stato loro espropriato il terreno su cui poi hanno costruito o dovranno costruire i capannoni? Ovvero, sarebbero stati espropriate solo piccole quote dei terreni di proprietà per realizzare la strada pubblica? Se si perché in zona industriale a Storo si parla invece di procedere prima all'esproprio, successivamente all'apprestamento dell'area e quindi all'assegnazione dei lotti ai richiedenti, con procedura quindi completamente differente rispetto all'area artigianale di Darzo?
5. È vera la notizia, diversa rispetto alle prese di posizioni ufficiali degli amministratori, che i cittadini di Storo proprietari di terreno nelle zone di ampliamento della zona industriale di Storo (in particolare nella zona a nord ovest) saranno trattati come i cinque imprenditori insediati nella zona produttiva di Darzo? In altre parole, l'urbanizzazione sarà realizzata a spese della Provincia autonoma di Trento ed i singoli cittadini avranno solo l'onere di costruire il capannone, visto il precedente di Darzo?
6. Perché il Comune di Storo con lettera del 19 febbraio 2007 stima i terreni in questione (area industriale di Storo) € 35,00 il mq. quando l'Agenzia delle Entrate di Tione di Trento determina il valore in € 80,00 il mq.?
7. Una recente sentenza della Corte Costituzionale, la n. 348 depositata il 24 ottobre 2007 recita testualmente: "E' illegittimo il meccanismo di risarcimento, connesso alle espropriazioni di pubblica utilità, che prevede un indennizzo pari alla media del valore di mercato del bene e del reddito domenicale rivalutato riferito all'ultimo decennio con un'ulteriore sottrazione (per chi non dispone volontariamente la cessione del bene) del 40 per cento. Le disposizioni censurate contrastano con l'articolo 117 della costituzione che prevede limiti ai poteri legislativi dello Stato per effetto degli obblighi assunti in sede internazionale quali la Convenzione europea dei diritti dell'uomo così come interpretata dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo". Ciò significa che i terreni soggetti ad esproprio secondo questa sentenza dovrebbero essere pagati a prezzo di mercato (80 Euro a mq). Cosa succederà quindi a Storo quando si partirà con gli espropri, dove verranno reperite le risorse economiche necessarie?
8. L'articolo 19 del PRG recita testualmente: "la formazione del piano attuativo a fini speciali dovrà avvenire entro due anni dall'approvazione definitiva del PRG da parte della Giunta provinciale". Sono già trascorsi 8 anni dall'approvazione dell'ampliamento della zona a sud della zona industriale di Storo, quella approvata il 29 ottobre 1999, 4 anni da quella a sud ovest approvata nell'aprile 2003, 3 anni da quella a nord ovest approvata nell'agosto 2004: come mai questi ritardi. Cosa è previsto nel caso in cui il piano attuativo non venga approvato entro i due anni?
9. Quale é la volontà politica di questa Amministrazione comunale signor Sindaco? Vuole veramente realizzare le opere relative all'urbanizzazione e all'ampliamento della zona industriale di Storo come previsto, oppure ci sono altri progetti che noi non conosciamo?
10. Perché è stato modificato l'articolo 19 delle NTA del PRG riconoscendo la sola ed esclusiva iniziativa pubblica, negando di fatto la possibilità per il privato cittadino di edificare in un terreno con vocazione industriale, obbligandolo contestualmente a pagare l'ICI? Per quanti anni il cittadino dovrà continuare a pagare l'ICI?
11. Prima di procedere alla realizzazione dell'ampliamento dell'area industriale di Storo, comportante un esproprio di 70.000 mq., è stato verificato se ci sono ancora aziende intenzionate ad insediarsi a Storo visto che l'ampliamento era stato concesso dalla Provincia proprio in virtù di richieste che il Sindaco dichiarava al tempo ci fossero, ma che poi si è visto si erano ridotte a poca cosa? Se si, quante e quali sono queste aziende?
A termini di regolamento chiediamo risposta scritta.
I consiglieri comunali
Flavio Zanetti
Fausto Fiorile
Donato Donati
Salvatore Moneghini
Giordano Zanetti
Umberto Armanini
Caterina Mezzi
Ermanna Briani
Storo, 14 marzo 2008
prot. n. 2520
La risposta del sindaco è indirizzata a Daniele Grassi
,Angelo Melzani, Vigilio Zontini, Mario Ferretti, Maria Antonieta Giovanelli, ai signori consiglieri comunali interroganti, Ufficio dell’incaricato speciale per la qualità della pianificazione territoriale e Ufficio aree industriali della Provincia.OGGETTO: chiarimenti sull’ampliamento dell’area industriale di Storo.
Una questione pregiudiziale
La presente costituisce una risposta unica ad una corrispondenza plurima sullo stesso argomento con una precisazione in merito ad un apparente e maldestro tentativo di anonimato.
Al numero 1353 di protocollo del comune di Storo del 12 febbraio 2008 giunge una lettera di richiesta chiarimenti da parte dell’incaricato speciale per la qualità della pianificazione territoriale del Dipartimento urbanistica e ambiente della Provincia autonoma di Trento del 6 febbraio 2008 prot. n. 1208 che si limita ad accompagnare, con invito a risposta, una lettera non firmata di analogo oggetto del 6 dicembre 2007 indirizzata al presidente della Giunta provinciale. Nel plico pervenuto dalla provincia oltre alle due lettere c’era anche un pezzetto di carta, presumibilmente uno stralcio della busta inviata in provincia, contenente i seguenti dati manoscritti: «Daniele Grassi, civico 98 38083 Brione – Condino – Tn». Il sig. Daniele Grassi convocato in comune spiega di essersi limitato a spedire il 20 dicembre 2007 alla Provincia tramite raccomandata una busta chiusa consegnatagli la sera prima dal sig. Vigilio Zontini, ed in data 22 febbraio 2008, giunge al comune al n. 1716 di protocollo un suo manoscritto del 19 febbraio 2008 che conferma quanto affermato nei seguenti termini: «preciso che il mio ruolo è consistito solo nello spedire il plico chiuso e affrancato ed indirizzato dai signori Zontini Vigilio e Melzani Angelo»
Il 25 febbraio 2008 al n. 1748 di protocollo giunge una lettera di data 22 febbraio 2008 consegnata a mano all’impiegata dell’ufficio protocollo dal sig. Mario Ferretti e intestata a un non meglio precisato «comitato proprietari terreni nuova zona industriale di Storo, referente per le comunicazioni c/o Ferretti Mario via di Baltram, 38089 – Storo» che accompagna copia della lettera anonima trasmessa dalla provincia (anche questa copia non è firmata). La lettera è indirizzata al Presidente della Giunta provinciale, al dott. Sevignani del dipartimento urbanistica ed ambiente ed ai consiglieri comunali presso il municipio di Storo, e con essa si sostiene che spetta «al dott. Sevignani o chi per esso, verificare anche in seconda sede a seguito di puntuale segnalazione, se il PRG di Storo non rispetta i dettami delle norme urbanistiche generali ed il governo del territorio a cui esso deve ispirarsi anche per evitare tensioni sociali, disparità di trattamento, l’insorgenza di ricorsi e cause¼ ». In comune è giunta una fotocopia dell’originale spedito in Provincia contenente più di 20 firme con delle cancellazioni, fra le quali manca la firma del sig. Mario Ferretti, che se ne dovrebbe assumere la responsabilità, e la prima firmataria risulta essere la signora M. Antonietta Giovanelli.
Lo stesso giorno con lettera n. 1798 di protocollo, scrivevo ai signori Vigilio Zontini, Angelo Melzani e Mario Ferretti e per conoscenza all’incaricato speciale per la qualità della pianificazione territoriale del Dipartimento urbanistica e ambiente della Provincia autonoma di Trento ed al sig. Daniele Grassi, spiegando le vicende qui sopra riportate e trasmettendo la lettera anonima del 6 dicembre 2007 con preghiera «di volerla restituire debitamente firmata, se ritenessero di doverlo fare, o di comunicare allo scrivente ogni informazione utile da loro conosciuta al fine di individuare gli autori della lettera, oppure di confermare almeno se ricorre l’ipotesi che il sig. Mario Ferretti possa essere ritenuto referente sia della lettera del 6 dicembre 2007 che della lettera del 22 febbraio 2008», ma i signori Angelo Melzani, Vigilio Zontini e Mario Ferretti a tutt’oggi non hanno risposto.
In data 28 febbraio 2008 giunge un’interrogazione da parte dei consiglieri di minoranza e della consigliera di maggioranza Ermanna Briani che fa propri i contenuti delle citate lettere del 6 dicembre 2007 e del 22 febbraio 2008 riformulando i quesiti ivi contenuti senza peraltro contribuire a dare un nome agli autori.
La presente vale come risposta all’interrogazione dei consiglieri comunali e come risposta ai cittadini e a tale scopo viene inviata in via di massima trasparenza ai nomi noti sopra indicati ed alla cittadina prima firmataria della lettera.
Nella risposta seguiamo la scaletta degli interrogativi rielaborata da ultimo dai signori consiglieri comunali interroganti che assumono e riprendono tutte le questioni poste nelle lettere dei cittadini. Resta salva e impregiudicata ogni azione che eventualmente intendessero intraprendere sia il comune di Storo che chiunque altro in merito ai contenuti della lettera del 6 dicembre.
Quanto ai punti 1 e 2 sull’ICI
Sono due gli aspetti urbanistici che rilevano ai fini fiscali e vanno tenuti nettamente distinti. Il primo aspetto riguarda l’imponibilità delle aree edificabili soggette a strumenti attuativi. In base a costante giurisprudenza degli anni ‘90 si riteneva che le aree non suscettibili di immediata utilizzazione edificatoria non fossero soggette al versamento di Ici ed il comune di Storo stando dalla parte dei cittadini ha concordato con questa linea interpretativa giurisprudenziale. A partire dalla fine del 2004 ci sono sentenze di tenore contrario fino a quando interviene il legislatore dapprima con l’art. 11 quaterdecies comma 16 del DL 203/05 in via interpretativa e poi con l’art. 36 comma 2 del decreto legge Bersani 4 luglio 2006 n. 233 convertito nella legge 4 agosto 2006 n. 248 «un’area è da considerare fabbricabile se utilizzabile a scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico generale adottato dal comune, indipendentemente dall’approvazione della regione e dall’adozione di strumenti attuativi del medesimo». In base a quest’ultima modifica legislativa intervenuta a metà dell’anno 2006, non c’è scampo e a partire dal 2007 incombe l’obbligo del pagamento ICI sulle aree "comunque" edificabili.
La seconda questione riguarda l’obbligo contenuto nella legge 27 dicembre 2002 n. 289 ove all’art. 31 comma 20 viene stabilito che «i comuni, quando attribuiscono a un terreno la natura di area fabbricabile, ne danno comunicazione del proprietario a mezzo del servizio postale con modalità idonee a garantire l’effettiva conoscenza da parte del contribuente».
Quando con delibera 27 novembre 2003 venne approvato in prima adozione l’adeguamento del PRG al nuovo PUP di cui alla legge provinciale 7 agosto 2003 n. 7, questo comune non ritenne di fare la comunicazione di rito ai cittadini, poiché allora si concordava con la linea interpretativa giurisprudenziale della non assoggettabilità ai fini fiscali delle aree in variante, poiché soggette a piani attuativi e quindi non suscettibili di immediata utilizzazione edificatoria.
In adeguamento alle novità legislative intervenute a metà anno 2006 il comune ha ritenuto che a partire dall’anno 2007 sia comunque dovuta l’ICI ed allora con lettera del 16 gennaio 2007 prot. n. 431, dovendo avvertire come previsto dall’art. 48 comma 4 della LP 5 settembre 1991 n. 22 i cittadini proprietari delle aree interessate che con delibere consiliari 31 ottobre 2006 n. 24 e 23 dicembre 2006 n. 39 era stato approvato il piano attuativo, adempiva anche all’obbligo previsto dal citato art. 31 comma 20 della legge 289/2002 informando con quali delibere era stata approvata sia la prima variante per i patti territoriali a partire dal 29 maggio 2002 sia l’adeguamento al PUP a partire dal 27 novembre 2003. La lettera è stata inviata a tutti i nominativi contenuti nel piano particellare degli espropri del progetto di apprestamento dell’area prevista nel piano attuativo e comprende tutti i terreni divenuti edificabili con la prima delibera del 27 novembre 2003 di adeguamento del PRG al PUP adempiendo così all’obbligo di comunicazione entrato in vigore dal 1° gennaio 2003 e comprende anche una porzione a nord dei comparti 5 e 6 del piano attuativo considerati nel progetto, i cui terreni erano divenuti edificabili prima del 2003 per i quali non sussisteva l’obbligo di comunicazione. Tutti i versamenti Ici sono soggetti a procedura di accertamento secondo il piano in corso all’ufficio tributi e la procedura terrà conto delle variazioni legislative sopra richiamate.
Quanto ai punti 3, 6 e 7 sul valore delle aree.
Poiché la lettera del 16 gennaio 2007 n. 431 dovendo adempiere a provvedimenti legislativi era formulata con un linguaggio burocratico, con altra lettera del 19 febbraio 2007 prot. n. 1615 venivano illustrati i progetti pubblici relativi all’ampliamento della zona industriale di Storo, informando che la provincia di Trento intendeva infrastrutturare l’area assegnando al BIM del Chiese le competenze alla progettazione ivi comprese le procedure espropriative, ed all’Agenzia per lo sviluppo di Rovereto l’incarico di realizzare l’opera per la somma di euro 3.160.000,00. Con l’occasione i cittadini venivano informati che il consiglio comunale di Storo, con delibera n. 3 del 9 febbraio 2007 determinava il valore delle aree edificabili ai soli fini delle attività di accertamento dei valori Ici per l’anno 2007 e seguenti attribuendo alle aree in zone artigianali, industriali e commerciali il valore a metro quadro di euro 70,00 ridotto del 50% (quindi euro 35,00) nel caso che le medesime aree siano destinate a piani attuativi o di lottizzazione. Su tale valore va versata l’Ici pari al 0,4% e tale valore, si diceva nella lettera, «dovrebbe essere leggermente inferiore di quanto riceverai per esproprio». È pacifico che le competenze in materia di determinazione delle indennità di esproprio sono attribuite in via esclusiva alla Provincia autonoma di Trento che vi provvede mediante il servizio per le espropriazioni e che elaborerà le stime definitive quando ne verrà richiesto dal BIM del Chiese a cui la provincia ha attribuito le competenze per l’ampliamento dell’area industriale di Storo.
Con riferimento alla citata sentenza della Corte costituzionale ho il piacere di informare che con l’art. 154 della LP 4 marzo 2008 n. 1 sono stati modificati alcuni articoli della LP 19 febbraio 1993 n. 6 sugli espropri recependo i contenuti della sentenza e quindi l’indennità di esproprio dovrebbe essere sensibilmente maggiore.
Quanto ai punti 4, 5, 8, 9 e 11 sulla politica di apprestamento aree industriali
La politica di infrastrutturazione delle aree industriali nel settore produttivo di livello provinciale, previste nei piani regolatori generali dei comuni, sono di esclusiva competenza della provincia che vi provvede tramite il Servizio industria – ufficio aree industriali. Al comune rimangono solo le competenze di natura urbanistica di recepimento nei propri strumenti urbanistici delle indicazioni contenute nel PUP sulle aree produttive del settore secondario a livello provinciale e di approvazione ove ricorra il caso dei successivi strumenti di attuazione. Il comune ha provveduto a recepire le indicazioni urbanistiche provinciali ed a approvare i piani attuativi di Storo e di Darzo. Per quanto riguarda Storo, come già detto, le competenze rimangono alla Provincia, che ne affida la progettazione al consorzio BIM del Chiese e la realizzazione all’Agenzia per lo sviluppo di Rovereto, mentre per l’apprestamento dell’area di Darzo la Provincia ha delegato il comune di Storo ai sensi della legge provinciale 13 dicembre 1999 n. 6. Per quanto noto a questo ente e fatta salva l’esclusiva competenza per ogni valutazione in merito all’ufficio aree industriali del servizio industria della Provincia a cui possono essere richiesti ulteriori approfondimenti, nel caso di Darzo è stato possibile seguire la procedura prevista dall’art. 25 comma 1ter della citata LP n. 6/1999, limitando l’acquisizione mediante la procedura espropriativa alle sole aree necessarie per la realizzazione della viabilità interna, comprensiva delle relative opere di urbanizzazione, idonee a garantire o migliorare l’accesso ai lotti, perché sono state sottoscritte specifiche convenzioni con tutti i proprietari dei fondi al cui servizio si pongono le opere di viabilità che prevedono l’assunzione da parte dei medesimi proprietari degli obblighi di cui agli artt. 29 e 32 della medesima LP 6/99. La stessa procedura non può avvenire per l’area industriale di Storo perché ne mancano i presupposti di legge. Il termine del vincolo preordinato all’esproprio è fissato in anni dieci dall’art. 67 della legge urbanistica 5 settembre 1991 n. 22 (termine ripreso nell’art. 52 della nuova legge sulla pianificazione urbanistica e governo del territorio 4 marzo 2008, n. 1). Il termine di due anni fissato nelle NTA del PRG ha natura ordinatoria, scaduto il quale sarebbe teoricamente possibile un’azione giudiziaria a provvedere, rimanendo immutata la competenza giuridica ed economica in capo all’ufficio aree industriali del Servizio industria della Provincia.
Quanto al punto 10 sulle varianti al PRG e relative NTA
Durante il periodo di pubblicazione della prima adozione della variante generale del PRG con scadenza all’8 maggio 2005, anche il comune di Storo, come oltre un centinaio di altri cittadini, ha presentato osservazioni di pubblico interesse, fra cui l’invito al commissario a correggere gli errori materiali in cartografia e nelle norme tecniche di attuazione. Recependo l’osservazione il commissario ha notato che mentre l’art. 19 consentiva la formazione di piani attuativi ai fini speciali sia di iniziativa pubblica che privata, l’art. 59 invece riservava all’esclusiva competenza comunale i piani attuativi ai fini speciali per gli insediamenti produttivi e quindi provvedeva a rimuovere la contraddizione della norma.
Considerazioni conclusive.
I ritardi causati dai ricorsi Melzani Zontini.
La lettera del 19 febbraio 2007 prot. n. 1615 era scritta nella convinzione che il BIM del Chiese avesse dato avvio in brevissimo tempo alla procedura espropriativa delle aree appena divenute edificabili, ma i signori Angelo Melzani e Vigilio Zontini hanno impugnato le delibere di approvazione del piano attuativo dell’ottobre e dicembre 2006 e allora il BIM ha ritenuto di attendere l’esito dell’impugnativa. Il TRGA di Trento con ordinanza n. 18 dell’otto marzo 2007 non ha accolto la sospensiva, consentendo quindi in via teorica al BIM di approvare il progetto esecutivo e avviare la procedura espropriativa, ma il BIM ritenne prudenzialmente di attendere ancora, perché i signori Melzani e Zontini impugnarono l’ordinanza del TRGA a loro sfavorevole presso il Consiglio di Stato. Anche il supremo Organo di giustizia amministrativa con ordinanza n. 3928 del 24 luglio 2007 respingeva la domanda di sospensiva consentendo di procedere con gli espropri. Ma il BIM ha ritenuto ancora una volta di non avviare la procedura, perché ora vuole attendere la sentenza di merito del TRGA che ha discusso la causa proprio nella seduta del 20 dicembre 2007, quando il signor Daniele Grassi spediva la lettera in Provincia. Siamo in attesa a giorni della sentenza del TRGA, che, se favorevole alla legittimità dei piani attuativi approvati dal Comune di Storo, consentirà al BIM del Chiese di partire con la procedura espropriativa.
Politica di infrastrutturazione aree industriali
Questa amministrazione comunale intende portare a conclusione la politica di ampliamento della area industriale di Storo, per soddisfare le numerose richieste pervenute nei primi anni 2000 in occasione dei patti territoriali della Valle del Chiese e confermate in un incontro avvenuto nel 2004.
A conclusione delle vertenze in corso e prima dell’avvio delle opere saranno previsti nuovi incontri con gli imprenditori interessati alle aree ufficializzando i nominativi
Distinti saluti.
Il Sindaco
(p.i. Settimo Scaglia)
La discussione in Consiglio: Atto letto e scritto prima dell'interrogazione - la replica all'interrogazione
Innanzitutto una precisazione. La lettera che ha inviato ad alcuni cittadini e che ha fatto recapitare anche a noi "consiglieri interroganti" (così ci definisce senza nemmeno citarci), non si configura certo come una risposta all'interrogazione che Le abbiamo formulato. Si presenta piuttosto come una mancanza di rispetto nei nostri confronti, una provocazione, un tentativo di mescolare malamente le carte in tavola. Un tentativo di mettere in collegamento alcune legittime azioni messe in atto da cittadini di Storo con le azione che noi consiglieri comunali portiamo avanti per svolgere le nostra funzione.
Ebbene caro Sindaco, La vogliamo aiutare a chiarirsi le idee. Rispetto alle importanti questioni sollevate in merito alle aree industriali/artigianali presenti sul territorio del Comune di Storo, Le ricordiamo che una cosa sono le risposte che Lei in qualità di Sindaco deve dare ai cittadini, e una cosa sono le risposte che in sede istituzionale deve a noi in qualità di consiglieri comunali. Non può confondere in modo così superficiale i due aspetti. Non è serio, creda.
Nella lettera che Lei definisce "risposta all'interrogazione" c'è una premessa definita "questione pregiudiziale" . Non ne comprendiamo il significato, ma soprattutto non condividiamo il tono usato, il linguaggio vagamente minaccioso contenuto nello scritto. A noi, quanto evidenziato, pare più un maldestro tentativo di intimidire qualche cittadino per delegittimarne l'azione, che una risposta seria ad un problema importante. Sappiamo che non si tratta di farina del Suo sacco, ma ci dispiace, per questo non la possiamo certo giustificare.
Un consiglio, affronti i problemi con rispetto degli altri.
Replica all'interrogazione
Ammesso e non concesso di poter considerare la Sua lettera una risposta alla nostra interrogazione, i contenuti di tale lettera non ci soddisfano!
Punto 1 e 2
Non ci è stato detto perché non sono stati avvisati dell'avvenuto cambiamento di destinazione urbanistica i proprietari dei terreni trasformati a seguito della delibera della Giunta provinciale n. 7175 del 1999. Non ci è stato risposto se i censiti proprietari dei terreni siti in area industriale a seguito delle modifiche urbanistiche avvenute nel 1999 pagano attualmente 1'ICI.
Punti 3,4,5,6,7,8,9,10 e 11
Lei, o chi per Lei, riempie d'inchiostro fogli bianchi, ma non risponde a nessuno dei quesiti posti. Di fronte a domande chiare e inequivocabili si continua a gettare fumo negli occhi di tutti i Consiglieri sia di maggioranza che di minoranza e dei cittadini che rappresentano. Arrivati a questo punto l'unica cosa che appare chiara è il Suo disagio, la Sua assoluta incapacità di gestire un progetto importante, quello relativo all'area industriale di Storo, che interessa il tessuto economico del nostro territorio. Appare evidente a tutti che la situazione si sta ingarbugliando sempre più, sta assumendo contorni che nella migliore delle ipotesi possiamo definire "poco chiari". Lo avevamo già segnalato in occasione dei Consiglio comunale de! 31 ottobre 2006, durante il quale era stato approvato con i soli voti della Maggioranza il Piano attuativo relativo all'area industriale di Storo. Non ci vediamo chiaro! Siamo preoccupati per la nostra gente, per la nostra economia, per il nostro territorio.
I consiglieri comunali
Flavio Zanetti
Fausto Fiorile
Donato Donati
Salvatore Moneghini
Giordano Zanetti
Umberto Armanini
Caterina Mezzi
Ermanna Briani