Storo 10 marzo 2008
prot. n. 2298
Tutto ciò premesso, ai sensi dell’art. 19 del regolamento interno del Consiglio comunale,
il Sindaco del Comune di Storo affinché
1) illustri le esatte circostanze nelle quali ha assunto le decisioni di spegnere e riaccendere gli impianti semaforici collegati al sistema di controllo della velocità;
2) illustri la situazione attuale nella quale detti impianti stanno funzionando, con particolare riguardo ai profili di un’eventuale illegittimità e delle sue conseguenze;
3) illustri come intende agire per il futuro con riguardo a questo problema, sottolineando cortesemente quale potere ha nella vicenda il Comune di Storo e gli altri Comuni della Valle del Chiese. Ai sensi di regolamento richiede risposta scritta. Distinti saluti.
Storo, 9 marzo 2008
Luca Turinelli
Storo, 21 marzo 2008
Prot n. 2798 - SE/fa
OGGETTO: Risposta ad interpellanza relativa ai semafori
Innanzitutto, alla presente risposta allego le lettere che ho inviato nei giorni di venerdì 7 e sabato 8 marzo al Commissariato del Governo. Sono un ottimo riassunto della vicenda. Allego inoltre la direttiva del Commissario del Governo per la PAT che richiama la famigerata circolare del Ministero dei Trasporti, che dichiarano illegittimi i semafori intelligenti ed i radar.
In particolare:
1) da oltre un mese sono soggetto a forti pressioni da parte degli organi di polizia, che mi chiedono insistentemente di ottemperare alla direttiva del Commissariato del Governo e quindi di disattivare i semafori "fuori legge". Il presidente del Consorzio dei Comuni, su sollecitazione dei sindaci, ha chiesto di incontrare il commissario del governo in data 11 febbraio 2008 (come da nota per conoscenza ai comuni), per chiedere come si poteva intervenire per aumentare la sicurezza sulle strade in assenza di questo strumento divenuto "fuori legge".
2) a quanto pare ero rimasto l’unico o uno degli unici sindaci a resistere alla direttiva e questo comportamento si stava interpretando come una provocazione insistente e così venerdì 7 marzo, in mattinata, ho dato disposizione alla polizia municipale di adoperarsi per la disattivazione di tutti i semafori adibiti al controllo della velocità con radar, predisponendoli con sistema giallo lampeggiante, lasciando solo per quello posto presso la Scuola Primaria di Lodrone l’accensione a chiamata pedonale. Tale decisione è maturata dopo alcuni giorni di studio della questione, con il supporto del Comandante della Polizia Municipale e del Segretario Comunale.
Questo è stato necessario perché in gennaio il Commissario del Governo di Trento ha emanato una circolare indirizzata a tutti i Sindaci in cui ricordava che secondo l’interpretazione del Ministero dei Trasporti i semafori collegati al rilevamento della velocità sono illegittimi perché non previsti dal Codice della Strada.
Questo, infatti – sempre secondo l’interpretazione data dal Ministero - contempla solamente i semafori per il controllo "delle direttrici del traffico" e non anche quelli c.d. intelligenti, ossia collegati alla velocità dei veicoli. Tale tesi è stata sostenuta anche dal Giudice di Pace di Mezzolombardo, che ha accolto il ricorso presentato da un automobilista della piana rotaliana cui era stata elevata un’infrazione per essere passato col rosso ad un semaforo dotato di controllo della velocità. A ciò si aggiungano anche le notizie di cronaca relative a tutti i semafori sequestrati nel milanese o nel veronese perché, apparentemente, installati con un giallo di brevissima durata e collegati al PhotoRed, l’apparecchio che rileva automaticamente i passaggi con il rosso.
Insomma, il Commissario ricordava che lasciare accesi i semafori intelligenti era chiaramente illegittimo e violava il Codice della Strada. Subito quasi tutti i comuni del Trentino si sono adeguati; nella nostra Valle, noi siamo stati gli unici a tenerli accesi per comune volontà politica, tendente a privilegiare la sicurezza.
A partire da lunedì 3 marzo, però, il Commissariato del Governo ha richiesto ai carabinieri di segnalare quali impianti semaforici si trovavano ancora in funzione: pare, infatti, che vi sia stato un esposto di qualche cittadino del Chiese che lamentava il mancato spegnimento degli impianti storesi. A questo punto le alternative erano due: o disattivare i semafori, o insistere tenendoli accesi. Scegliendo quest’ultima, sarei stato punibile della sanzione per la violazione dell’art. 47 del Codice della Strada, in quanto la mia ordinanza di installazione dei semafori contrasta proprio con detto codice. Oppure, in alternativa, il Commissariato del Governo avrebbe potuto segnalare la questione al Ministero affinché questo intimasse la rimozione dei semafori, facendone pagare al sottoscritto i costi.
Quindi, obtorto collo, mi sono adeguato alle direttive e ho disposto la disattivazione dei semafori il giorno 7 marzo al mattino. Prontamente però scrivendo la prima lettera al Commissariato del Governo per lamentare la carenza di sicurezza che tale situazione andava a determinare sulle nostre strade e sollecitando una risoluzione della vicenda (visto che in tal senso anche il Presidente del Consorzio dei Comuni Trentini, Anderle, non aveva ottenuto alcun risultato utile dall’incontro con il Commissariato del Governo, richiesto su sollecitazione dei sindaci l’undici febbraio). Insomma, per colpa di un’interpretazione del Codice della Strada data da qualche funzionario ministeriale, a noi hanno fatto spegnere i semafori. Cosa non avvenuta in altre parti d’Italia: la circolare ministeriale c’è, ma non mi risulta che i Prefetti di Verona, Brescia, o altri, abbiano sollecitato la sua applicazione ai comuni, né minacciato questi di sanzioni amministrative in caso di utilizzo dei semafori.
La sera di venerdì 7 marzo, purtroppo, nemmeno sei ore dopo lo spegnimento del semaforo di Darzo, è accaduto il tragico incidente in cui ha perso la vita una nostra concittadina.
Molto colpito dalla vicenda, ancora nella notte ho cominciato a ripensare alla situazione, nella convinzione che se quel semaforo fosse stato acceso forse quell’incidente non si sarebbe verificato, perché qualcuna delle macchine coinvolte avrebbe potuto essere rallentata. Un dato è certo: già nel pomeriggio di venerdì 7 marzo, a semafori lampeggianti, nei nostri paesi (Darzo e Lodrone in particolare) i veicoli hanno ricominciato a sfrecciare, soprattutto quelli dei turisti diretti in Rendena. E una sola pattuglia della polizia municipale, anche armata di telelaser, non è sufficiente a garantire la sicurezza delle strade. I semafori erano e sono un validissimo aiuto, benché ci sia comunque qualche sporadico delinquente che se ne infischia pure del rosso.
Per tutte queste ragioni, la mattina di sabato 8 marzo ho disposto la riattivazione dei semafori per "ragioni di contingibilità ed urgenza", comunicandolo al Commissariato del Governo, dal quale mi è stato risposto con una "presa d’atto". La lettera concludeva con una richiesta di incontro urgente invocando sempre i motivi di sicurezza pubblica.
La mia richiesta di incontro con il Commissario del Governo per approfondire la questione ha portato all’invito a partecipare al Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica (massimo organo provinciale in tal senso), insieme ai massimi esponenti della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, compreso i referenti degli enti locali della PAT che si occupano del Progetto Sicurezza, al presidente del Consorzio dei Comuni trentini ed ai comandanti delle polizia municipali. La riunione si è tenuta il giorno giovedì 13 marzo alle ore 11,00 a Trento presso la Prefettura. In quella sede ed accompagnato dal nostro comandante del corpo di Polizia Municipale della Valle del Chiese Stefano Bertuzzi, abbiamo insistito entrambi per cercare di convincere il prefetto e gli altri intervenuti nel mantenere attivi i semafori intelligenti, per limitare la velocità dei veicoli che transitano nei centri abitati. Nonostante le forti pressioni e le nostre insistenze, ci siamo resi conto, nostro malgrado, che oltre non potevamo procedere, perché appunto "fuorilegge". Il rischio paventato dallo stesso Prefetto a carico del sottoscritto non è limitato alla mera sanzione di violazione del codice della strada una tantum (che ricordo essere di carattere personale. Il multato sarei io e non il Comune di Storo), ma è di una multa per semaforo fuorilegge al giorno per ogni giorno della settimana. Oltre a questo che sarebbe il minimo, perché trattasi di sanzione amministrativa, c’è anche il problema di probabili ed eventuali rischi penali, sempre a carico del sottoscritto, che un semaforo fuorilegge pone in essere. Il Prefetto ha esplicitamente dichiarato che alla luce di quella circolare ministeriale i ricorsi che giungerebbero al commissariato si concluderebbero tutti a favore degli automobilisti. Senza contare, come citato in precedenza, che sarebbero a carico mio anche eventuali spese di rimozione dei semafori. Ultima problematica ed è forse quella che mi ha convinto che stavo intraprendendo una guerra tra poveri è che la Polizia Municipale per prima sarebbe stata costretta a sanzionarmi, pena la denuncia per "omissione d’atti d’ufficio" agli agenti.
I semafori a Storo sono rimasti in funzione nonostante la circolare del Ministero e la direttiva del Commissariato del Governo qualche mese. Il verbale di contestazione per violazione dell’art. 47 del Codice della Strada, prevede sanzioni a partire da 370,00 Euro.
3) La competenza, come rilevato, non è del Comune di Storo. A noi non è rimasto che il reclamo formale, che ho personalmente effettuato in maniera forte e chiara, insieme a quello inoltrato dal Consorzio dei Comuni e che il Prefetto ha fatto suo, assicurando di predisporre tutta la documentazione necessaria in anticipo, che sarà presentata al prossimo governo nazionale, per cercare di rendere legittimi i semafori intelligenti, proprio per questioni di sicurezza pubblica. Ci auguriamo che ciò avvenga davvero e che coloro che saranno eletti abbiano questa sensibilità, affinché si trovi una soluzione istituzionale alla vicenda, anche con l’emanazione di una circolare più chiara.
Alcuni giorno or sono, un articolo dell’Adige citava che 12 sindaci su 18 sono stati multati personalmente con verbale di 375,00 euro per uso improprio degli impianti semaforici, perché all’indomani della sentenza del Giudice di Pace di Mezzolombardo datata 20 dicembre 2007, non hanno spento le lanterne. Mi ritengo fortunato, visto che quei sindaci sono stati multati anche se hanno disattivato i semafori al massimo il giorno 28 dicembre 2007, mentre a Storo sono stati disattivati in forte ritardo quasi tre mesi dopo.
Non ci resta che confidare nell’impegno dichiarato dalla massima autorità locale, quale il Commissario del Governo, che si farà portavoce con il nuovo governo per rendere legittimi i semafori intelligenti per il controllo della velocità, come altre apparecchiature che servono per garantire maggior sicurezza sulle strade italiane, soprattutto per i pedoni.
All’indomani dell’incontro in Prefettura del giorno 13 marzo, dal Commissariato del Governo, che ricordava la direttiva di fine gennaio, è stato dato l’ordine agli organi di controllo di polizia per la "tolleranza zero" nei confronti dei sindaci che tengono accesi i semafori ritenuti "fuori legge" – praticamente un monito ad hoc per il sottoscritto.
Distinti saluti.
Il Sindaco
(p.i. Settimo Scaglia)
Replica alla risposta del Sindaco sull'interpellanza presentata sulla questione dei semafori intelligenti.
Ringrazio il Sindaco per la pronta ed esauriente risposta alla mia interpellanza sulla questione dei Semafori intelligenti e della quale mi dichiaro soddisfatto. Plaudo anche alla condotta da lui personalmente tenuta nella vicenda; non posso peraltro esprimere che profondo rammarico per la decisione assunta dal Commissario del Governo di Trento che ha ritenuto di prediligere - al contrario dei suoi colleghi delle altre Province a noi vicine - una cavillosa e del tutto errata interpretazione di una norma del Codice della Strada, piuttosto che favorire la sicurezza dei cittadini nei paesi attraversati dalle principali arterie stradali.
Di un tanto, certamente se ne assume tutta la responsabilità, politica e non solo.
Luca Turinelli