Da l'Alto Adige di mercoledì 6 giugno 2001

Lodrone insiste: «Vogliamo la perizia»
Il sindaco vuole che sulla frana sia fatta giustizia "senza lesinare"
GIUSTIZIA E AMBIENTE

di Andrea Selva

TRENTO. Se non fosse che il buon umore l'hanno perso da un pezzo, gli abitanti di Lodrone ieri si sarebbero fatti una bella risata: «Quelli della Caffaro Energia non vogliono la perizia sulla loro condotta? E' perché dall'inchiesta sulla frana che ci minaccia hanno solo da rimetterci».
Sulla perizia da 1 miliardo e 200 milioni il giudice Marco La Ganga non ha ancora deciso, ma gli amministratori non hanno dubbi: «Noi questa vicenda l'abbiamo vissuta attimo dopo attimo, non è stato facile convivere con una frana sopra le case e non lo è tuttora, quindi vogliamo che sia fatta luce pensando alla sicurezza pubblica e non al portafoglio». Ecco il commento del sindaco di Storo, Settimo Scaglia, ai dubbi sulla perizia che dovrebbe chiarire le cause della frana di Lodrone.
In paese le idee le hanno già chiare, non certo con il senno dei geologi ma con quello di chi abita in quella zona tutti i giorni: «Nella condotta forzata della Caffaro Energia non hanno mai fatto manutenzione, questo è un dato di fatto» continua il sindaco Scaglia. «Inoltre abbiamo visto tutti uscire dalla frattura l'acqua colorata che era stata utilizzata per individuare perdite nella condotta. Altra considerazione: da quando la struttura è stata chiusa, non è più uscita acqua dal terreno».
Su questa vicenda l'onorevole Gigi Olivieri aveva presentato un'interrogazione parlamentare. Ora ritiene che la perizia vada fatta: «Di fronte ad un evento di questo tipo non si può lesinare, ma è fondamentale capire le cause di quella frana. E' ovvio che la società Caffaro Energia abbia tutto l'interesse a non approfondire le cause del fenomeno, visto che in caso di responsabilità dovrebbero essere loro a pagare i costi delle indagini come tutti gli altri costi».
I costi per quella frana sono enormi. L'abitato di Lodrone è stato evacuato due volte: la prima in settembre, la seconda nel novembre dell'anno scorso. In entrambe le occasioni c'era il rischio concreto che il terreno precipitasse sulle case. Per garantire la sicurezza ai residenti sono in corso lavori di protezione molto impegnativi, senza contare il costo delle attrezzature - e del personale - che deve monitorare continuamente i movimenti del terreno. Anche il paesaggio è cambiato a Lodrone, dove l'amministrazione pubblica ha dovuto modificare il percorso di un sentiero e dove - nel punto in cui il terreno si stacca - gli alberi si piegano fino a toccare terra.
E' probabile che il giudice Marco La Ganga deciderà di dare il via libera a quella perizia. Il costo è elevato, ma tutte le parti in causa hanno stabilito che per effettuare gli esami necessari 1 miliardo e 200 milioni è il prezzo giusto. La procura è d'accordo, la Provincia - che si costituirà parte civile nel caso di un processo - anche. Chi frena è la società sotto accusa, la Caffaro Energia: «Sarebbe un lavoro inutile».