Lodrone insiste: «Vogliamo
la perizia»
Il sindaco
vuole che sulla frana sia fatta giustizia "senza lesinare"
GIUSTIZIA E AMBIENTE
di Andrea Selva
TRENTO. Se non fosse che il buon
umore l'hanno perso da un pezzo, gli abitanti di Lodrone ieri si sarebbero fatti
una bella risata: «Quelli della Caffaro Energia non vogliono la perizia sulla
loro condotta? E' perché dall'inchiesta sulla frana che ci minaccia hanno solo
da rimetterci».
Sulla perizia da 1 miliardo e 200 milioni il giudice Marco La Ganga non ha
ancora deciso, ma gli amministratori non hanno dubbi: «Noi questa vicenda
l'abbiamo vissuta attimo dopo attimo, non è stato facile convivere con una
frana sopra le case e non lo è tuttora, quindi vogliamo che sia fatta luce
pensando alla sicurezza pubblica e non al portafoglio». Ecco il commento del
sindaco di Storo, Settimo Scaglia, ai dubbi sulla perizia che dovrebbe chiarire
le cause della frana di Lodrone.
In paese le idee le hanno già chiare, non certo con il senno dei geologi ma con
quello di chi abita in quella zona tutti i giorni: «Nella condotta forzata
della Caffaro Energia non hanno mai fatto manutenzione, questo è un dato di
fatto» continua il sindaco Scaglia. «Inoltre abbiamo visto tutti uscire dalla
frattura l'acqua colorata che era stata utilizzata per individuare perdite nella
condotta. Altra considerazione: da quando la struttura è stata chiusa, non è
più uscita acqua dal terreno».
Su questa vicenda l'onorevole Gigi Olivieri aveva presentato un'interrogazione
parlamentare. Ora ritiene che la perizia vada fatta: «Di fronte ad un evento di
questo tipo non si può lesinare, ma è fondamentale capire le cause di quella
frana. E' ovvio che la società Caffaro Energia abbia tutto l'interesse a non
approfondire le cause del fenomeno, visto che in caso di responsabilità
dovrebbero essere loro a pagare i costi delle indagini come tutti gli altri
costi».
I costi per quella frana sono enormi. L'abitato di Lodrone è stato evacuato due
volte: la prima in settembre, la seconda nel novembre dell'anno scorso. In
entrambe le occasioni c'era il rischio concreto che il terreno precipitasse
sulle case. Per garantire la sicurezza ai residenti sono in corso lavori di
protezione molto impegnativi, senza contare il costo delle attrezzature - e del
personale - che deve monitorare continuamente i movimenti del terreno. Anche il
paesaggio è cambiato a Lodrone, dove l'amministrazione pubblica ha dovuto
modificare il percorso di un sentiero e dove - nel punto in cui il terreno si
stacca - gli alberi si piegano fino a toccare terra.
E' probabile che il giudice Marco La Ganga deciderà di dare il via libera a
quella perizia. Il costo è elevato, ma tutte le parti in causa hanno stabilito
che per effettuare gli esami necessari 1 miliardo e 200 milioni è il prezzo
giusto. La procura è d'accordo, la Provincia - che si costituirà parte civile
nel caso di un processo - anche. Chi frena è la società sotto accusa, la
Caffaro Energia: «Sarebbe un lavoro inutile».