ALTO ADIGE CRONACA DALLE VALLI GIUDICARIE

 mercoledì 11 ottobre 2000, S. Firmino

 «Olivieri troppo frettoloso»
La richiesta di sequestro del tunnel sul tavolo di Granero
LODRONE Il sindaco Scaglia contro l'onorevole

LODRONE DI STORO. Qualche silenzio e un po' di imbarazzo. L'esposto dell'onorevole Luigi Olivieri sulla condotta della Caffaro Energia, con il quale si chiede il sequestro giudiziario del tunnel, è arrivato sul tavolo del procuratore capo della Repubblica Francantonio Granero. L'inchiesta al momento non è stata ancora affidata, ma l'iniziativa di Olivieri fa subito discutere. E viene giudicata dal sindaco di Storo Settimo Scaglia "un po' prematura".
"Per carità - afferma il primo cittadino che dal giorno della segnalazione del movimento franoso segue con impegno e costante attenzione l'evolversi della situazione - ognuno è libero di fare ciò che crede. Ma dal mio punto di vista un po' di cautela non sarebbe guastata. Subito dopo aver appreso della presentazione dell'esposto da parte dell'onorevole Olivieri ci siamo sentiti con il presidente della giunta provinciale Dellai: mi sembrava opportuno informarlo ma non ha voluto esprimere alcuna valutazione".
Nelle parole di Scaglia c'è posto anche ad un pizzico di amarezza. "Noi tutto il possibile l'abbiamo fatto: abbiamo chiesto e ottenuto dalla società il fermo dell'impianto di Ponte Caffaro e lo svuotamento dalla condotta. Con i tecnici della Provincia, della Protezione civile e del Provveditorato alle opere pubbliche di Milano abbiamo effettuato sopralluoghi e minuziosi controlli per accertare la situazione della condotta che potrebbe essere, il condizionale è ancora d'obbligo, all'origine del movimento franoso a causa delle perdite d'acqua. Se una richiesta di sequestro cautelativo doveva essere fatta, questo ritengo che sarebbe dovuta uscire dagli enti impegnati fino ad ora".
Dunque, è stata una fuga in avanti, quella dell'onorevole Olivieri? Scaglia per alcuni versi non lo nasconde pur ammettendo che l'iniziativa del deputato dell'Ulivo sia finalizzata a garantire una corretta indagine per individuare cause ed eventuali responsabilità da parte della Caffaro Energia: "Con la società abbiamo riscontrato disponibilità e collaborazione per risolvere la situazione e sono convinto che, dopo le precise richieste avanzate, non sarà immessa acqua nella condotta fino a che l'indagine non sarà chiusa. D'altro canto mica vanno a tappare le falle: tutto è stato documentato".
Ancora silenzio, invece, da parte della Caffaro. Nessun commento nonostante le insistenze: dal quartiere generale di Milano una segretaria cortese assicura che farà telefonare, ma il telefono per il momento non squilla.