Alto Adige in cronaca di Trento
venerdì 13 ottobre 2000,
S. Eduardo
L'INCUBO DELLA FRANA
Tensione a
Lodrone, salta il sistema per rilevare i dati
LODRONE DI STORO. Pioggia battente e previsioni per nulla incoraggianti: naso
all'insù, gli abitanti di Lodrone hanno seguito con apprensione gli sviluppi
nel corso di tutta la giornata di ieri. Da un lato si guardava alla
perturbazione, dall'altro ai rilevatori che tengono sotto controllo la frana.
Racconta il sindaco, Settimo Scaglia: «Il vero grosso problema delle ultime ore
non è stato tanto il maltempo, quanto le gravissime difficoltà che abbiamo
avuto per quanto riguarda la trasmissione dei dati informatici dei rilevatori di
portata. La Omnitel ha sospeso per lunghe ore il servizio di trasmissione dati
in tempo reale e ci ha lasciati nelle peste, proprio mentre le precipitazioni
aumentavano ed aumentava l'ansia di tutti noi. La giornata è passata tra
un'emergenza e l'altra: quattro vigili del fuoco sono stati subito inviati a
monte dei due tronconi della frana per eseguire le rilevazioni manuali, mentre
qui in paese si cercava di attivare grazie a Tim una scheda di trasmissione dati
sostitutiva.»
Quanto alle novità dei movimenti franosi, è l'ingegner Claudio Bortolotti,
responsabile della Protezione civile a fare il punto della situazione: «Restiamo
comunque in una fase di preallarme - conferma - e teniamo sotto controllo ogni
possibile sviluppo. La frana di Lodrone è in leggero movimento: da una parte si
parla di un movimento di 2 mm all'ora, dall'altra di 6 mm all'ora nel tardo
pomeriggio. E' chiaro che nulla viene tralasciato, ma si comincerà a pensare ad
un intervento solo nel caso le piogge dovessero far accelerare il movimento
della frana verso i 10 mm all'ora, siamo ancora lontani. Del resto, se
continueranno le precipitazioni occorrerà valutare velocità, portata e trend.
La linea guida è quella di non creare nei limiti del possibile alcun disagio
alla popolazione. Ci muoveremo solo se riterremo che ce ne sia assoluto bisogno.»
Notizie al riguardo da parte del
webmaster del sito.
Nella notte dell'11 ottobre deve essere successo che la
Omnitel, nella lodevole intenzione di migliorare il servizio di trasmissione
dati in ambiente GSM, è passata da un sistema a velocità 9600 baud a quello
successivo più veloce a 14400. Ma ciò, in base alla prima legge
fondamentale dell'informatica seconda la quale ogni miglioria crea come reazione
usa serie di disguidi di gravità uguale e contraria, ha comportato che la scheda
SIM posta nel modem sul luogo della frana non ha più dato risposta alle
ansiose e ripetute chiamate dai modem del computer della stazione dei Vigili de
fuoco di Storo. La Omnitel, contattata ancora ieri, ha tentato di disattivare e
riattivare il servizio più volte nella speranza che che così facendo, il nuovo sistema
si metta a funzionare:
ciò di solito produce l'effetto desiderato, ma in questo caso la nostra carta SIM del
monte non ha risposto! Questa mattina, con il prezioso
intervento dell'on.le Commissario del Governo per la Provincia di Trento, la
Omnitel, sede di Padova, ha puntato i piedi, ha messo in attività una unità di
crisi composta da bravi informatici e a mezzogiorno, la carta SIM del monte ha ridato
segni di vita normale e sta tranquillamente trasmettendo i dati ai modem dei
computer con perfetta funzionalità.
Grazie a Omnitel! 
Anche la TIM ha fatto la sua parte!
Contattata il pomeriggio del 12 ottobre LA TIM ha consegnato
una carta SIM e ha tentato per tutta la serata e la notte di attivarla anche in
trasmissione dati, ma purtroppo è risultato che la zona di montagna dove è
installato in modem per la raccolta e trasmissione dati mediante GSM non è
coperta dalla rete TIM solo per un centinaio di metri (e non si poteva spostare
la frana).
Oggi pomeriggio la TIM ha accettato la cessazione in esenzione
spese del contratto sottoscritto soltanto ieri pomeriggio.
Grazie anche alla TIM 