venerdì 27 ottobre 2000, S. Fiorenzo
La condotta sotto sequestroLODRONE DI STORO. «Mettiamo sotto sequestro la condotta». Questo il messaggio che ieri alle 14.20 il maresciallo dei carabinieri di Storo, Angelo Rasi, ha fatto al sindaco Settimo Scaglia. L'ordine è partito dalla procura di Trento, che ha avviato l'inchiesta dopo l'esposto dell'onorevole Luigi Olivieri per verificare le responsabilità alla base del movimento franoso che incombe su Lodrone. Il provvedimento di sequestro (che sembra sarebbe stato eseguito mentre alcuni operai stavano facendo lavori di manutenzione) riguarda la paratia che si collega alla diga nella quale entra l'acqua e l'uscita del tunnel. Quello dunque che il sindaco Settimo Scaglia temeva, il sequestro della condotta della Caffaro Energia, si è avverato. Ma il suo commento non è negativo: «Certo, - ha spiegato il sindaco - avevo dichiarato che un sequestro poteva rallentare i nostri interventi per la messa in sicurezza del versante interessato dalla frana, ma penso che il provvedimento non faccia che dimostrare che anche da parte della magistratura ci sia un orientamento preciso per risalire alle cause di questa situazione di pericolo. Il fatto che lo studio dei documenti sequestrati sia in Comune, che in Provincia, abbia indotto il magistrato ad arrivare a questo sequestro, significa che anche loro sono arrivati alle nostre conclusioni». Secondo l'onorevole Olivieri "mai esposto fu più necessario e mai intervento di sequestro più tempestivo". Nel frattempo, pur con un rallentamento notevole, la frana procede il suo movimento a valle. Il sindaco riferisce che in questi giorni la media con cui si muove è di un millimetro, e anche meno, all'ora. «Dobbiamo ringraziare il bel tempo - afferma il sindaco - Comunque continuano i sopralluoghi e continuano gli interventi per la messa in sicurezza del versante sopra il rio Santa Barbara».