Quotidiano Alto Adige Cronaca dalle valli GIUDICARIE

 sabato 28 ottobre 2000, SS. Simone e Giuda

 «Non basta il sequestro della condotta»
Gli strali di Luigi Olivieri sulla Caffaro Energia
«Va controllato l'intero sistema dell'impianto»
Le manutenzioni sono state carenti e va richiamata la responsabilità della Lombardia

LODRONE. Luigi (Gigi) Olivieri affonda i colpi. Il sequestro della condotta della Caffaro Energia, deciso dalla Magistratura per fare luce definitiva sulle responsabilità della «creazione» della frana di Lodrone, non gli basta. «Un atto importante - spiega - che avevo richiesto con forza. Ma che a mio parere deve essere solo un primo passo per l'accurata verifica di tutto il meccanismo di funzionamento dell'impianto della società lombarda. E' infatti appurato che per decenni non sono state effettuate le necessarie manutenzioni alla condotta. Il resto dell'impianto, come sarà?».

Dopo l'interrogazione parlamentare che - insiste Olivieri - è stata da stimolo per l'azione giudiziaria e dopo aver «monitorato» da politico con bacino elettorale in zona l'evolversi a momenti drammatico e a momenti tranquillizzante del movimento franoso, Olivieri allarga il fronte della sua iniziativa contro la società lombarda «padrona» della condotta elettrica nella quale sono state riscontrate falle messe in relazione immediata con la crepa apertasi sopra Lodrone. Falle che per adesso - val sempre la pena ricordarlo - non sono ritenute colpevoli della frana che un mese e più fa ha imposto l'evacuazione precauzionale di quasi mille anime. Ma «buchi» che secondo il deputato Ds, e non solo nella sua opinione, rilanciano con forza e preoccupazione il problema delle garanzie sui controlli cui devono essere sottoposti gli impianti elettrici. «Il sequestro - continua Olivieri - è un atto sacrosanto che doveva essere richiesto fin dall'inizio, dopo le prime ispezioni che hanno confermato le falle, dalla stessa amministrazione comunale di Storo. Mi spiace che in un primo momento si sia polemizzato con la mia iniziativa ponendo sul piatto i timori che l'azione giudiziaria potesse rallentare i lavori di sistemazione dell'area della frana. Occorreva tuttavia mobilitare subito i magistrati anche in vista di quelle che dovranno essere, se sarà stabilita la relazione tra stato della condotta e frana, le azioni per "far pagare" i danni e i disagi vissuti da Lodrone e dalla valle del Chiese ai responsabili».
E quanto a responsabilità Olivieri vuol vederci ancora più chiaro. «Se la condotta, com'è ormai noto, fa acqua - dice - mi chiedo come possa essere lo stato bacini utilizzati per alimentare le turbine della condotta e lo stato generale di un impianto che serve a far lavorare un'azienda chimica in Lombardia. E' l'intero sistema idraulico della Caffaro Energia, a questo punto, che va posto sotto verifica».
Gli strali del deputato, deciso a non accontentarsi del sequestro della condotta, sono indirizzati al Magistrato delle acque lombardo che ha dato una concessione ad una società autoproduttrice d'energia elettrica, la Caffaro appunto, senza verificare quell'opera costante di manutenzione degli impianti che è la base di ogni serio rapporto con un concessionario chiamato innanzi tutto a garantire il bene e la sicurezza pubblica. «In Trentino si fanno controlli ogni due anni ad impianti come questi - insiste Olivieri - ed il Lombardia, vista la negligenza, avrebbero dovuto togliere la concessione». Prima di chiudere, Olivieri fa un ultimo affondo. «Proprio il giorno del sequestro sono stati visti operai della Caffaro effettuare manutenzioni alla condotta. Interventi ignorati per anni: se non è avere la coda di paglia questo».
Intanto continua l'inchiesta per risalire alle cause di una situazione che il bel tempo di questi ultimi giorni ha derubricato dall'emergenza senza tuttavia poter far chiudere la pratica dello stato continuo di allerta. La frana, pur lentissimamente, si muove ancora. Vanno avanti i sopralluoghi e continuano gli interventi per la messa in sicurezza del versante sopra il rio Santa Barbara. Stanno lavorando con i tecnici dei Bacini montani che posizionano due briglie a monte dell'alveo del torrente per spostare la strada di accesso al castello». Interventi che il bel tempo aiuta. A Lodrone guardano il cielo e chiedono un altro po' di tranquillità.