GIUDICARIE
venerdì 6 ottobre 2000, S.
Bruno
«Non ci sono più dubbi: la
condotta fa acqua»
Lodrone,
dopo la seconda ispezione si profila una battaglia a suon di perizie
Ulteriori accertamenti all'interno del tunnel della Caffaro. Chiuso l'impianto
la frana è quasi ferma
di Giancarlo Rudari
LODRONE DI STORO. Un sopralluogo lungo ed estenuante. Per quattro ore hanno
camminato all'interno delle condotte dell'impianto idroelettrico della Caffaro
Energia alla ricerca di conferme che sono arrivate: la condotta presenta gravi
lesioni in varie zone.
Dunque, con il passare dei giorni e dei controlli, sia all'interno del tunnel
che lungo il fronte della frana, prende sempre più consistenza l'ipotesi (a
questo punto pare suffragata anche da riscontri oggettivi) che il movimento
franoso che minaccia l'abitato sia stato originato da perdite d'acqua delle
tubazioni. Non c'è ancora, ripetono il responsabile della Protezione civile
ingegner Claudio Bortolotti e il sindaco di Storo Settimo Scaglia, elementi
ufficiali per stabilire un nesso causale tra la fuoriuscita d'acqua e la frana.
Ma tutto lo lascia pensare. E lo si poteva intuire anche dal clima di tensione e
di imbarazzo che si respirava tra i periti della Caffaro Energia saliti in massa
per effettuare il secondo sopralluogo alla presenza del geologo Paolo Campedel e
di un ingegnere del Provveditorato delle opere pubbliche di Milano.
"Secondo quanto mi è stato riferito - sostiene l'ingegner Bortolotti - è
stato verificato che effettivamente nella condotta ci sono perdite. E' certo,
inoltre, che l'acqua è arrivata fino ai piedi della frana: lo hanno stabilito
le analisi chimiche con il riscontro della fluorescina. Manca ancora un
tassello, vale a dire stabilire quanto le perdite hanno influito sull'instabilità
del versante della montagna".
Anche questo sarà uno tra i tanti elementi che verranno analizzati oggi
dall'ingegner Barga, geotecnico e docente al politecnico di Torino, chiamato
dalla Protezione civile per un ulteriore sopralluogo. Un approfondimento, quello
che compirà l'ingegnere, sia lungo il fronte della frana che all'interno della
condotta d'acqua per constatare possibili punti di perdita.
"Sostanzialmente è stata confermata la prima ispezione" esordisce il
sindaco Settimo Scaglia che costantemente segue l'evolversi della situazione.
"Così come è confermato che dalla montagna alla base della frana, quindi
sotto la condotta della Caffaro, non esce più acqua, che il movimento franoso
sembra essersi stabilizzato e che, infine, la fluorescina è stata rilevata più
volte. A questo punto posso affermare - sostiene il primo cittadino di Storo -
che quello che è stato trovato non gioca a favore della Caffaro Energia".
Intanto in attesa della conclusione degli accertamenti si profila una battaglia
a suon di perizie e si mettono in moto gli uffici legali: Scaglia non ha mai
avuto dubbi nel sostenere che qualcuno dovrà pagare i danni miliardari. Sarà
la Caffaro Energia a doverli sostenere? E' prematuro per dirlo. Rimane comunque
un fatto: se non si riuscisse a trovare un accordo, una volta individuate le
responsabilità, potrebbe iniziare una battaglia legale dagli sviluppi
imprevedibili.