Alto Adige - Cronaca delle Giudicarie 1 aprile 2001

GIUDICARIE
domenica 1 aprile 2001, S. Ugo
   
La frana di Lodrone ora fa meno paura
Assemblea pubblica sui lavori
E' escluso un nuovo «collasso»
Scaglia, Bortolotti e i tanti tecnici possono rassicurare

di Ivo Butterini

STORO. Assemblea popolare di aggiornamento della situazione sui movimenti franosi del Rio Santa Barbara venerdì sera al Polivalente di Darzo. Di fronte al sindaco Scaglia, al dirigente della Provincia ingegner Bortolotti, ai geologi Manica e Campedel e ad altre autorità, la popolazione di Lodrone si è radunata al Centro Polivalente di Darzo per avere le ultime novità.
L'assemblea è stata introdotta dal sindaco che dopo essersi scusato per i disagi che la popolazione ha dovuto subire nelle due evacuazioni e per la costante paura di questi mesi, ha ringraziato le autorità intervenute cedendo la parola all'ingegner Bortolotti il quale l'ha immediatamente data ai geologi.
Il dottor Manica e dottor Campedel si sono quindi alternati per spiegare, con l'aiuto di schemi, tabelle, foto e simulazioni proiettate su uno schermo, la storia della frana e la sua attuale situazione. Il movimento franoso si trova su due tipi di roccia antichissimi, risalgono infatti a 280 milioni di anni fa, una roccia vulcanica, quella verso Macaone, e una vulcano-sedimentario quella verso il basso. Appurata la tipologia geologica della zona si è constatato che non si trattava di una sola frana, ma che c'erano due distinti movimenti.
Dopo un primo posizionamento di estensimetri artigianali si è passati a sistemi sempre più sofisticati fino al controllo a distanza con un rilevatore fisso e otto distinti punti collocati nella zona interessata alla frana che attraverso un sistema di vetrini e con il raggio della luce rileva ogni minimo movimento che viene trasmesso alla centrale dei vigili del fuoco di Trento. La prima anomalia riscontrata dai tecnici è stata la copiosa abbondanza di acqua proveniente da alcune sorgenti della zona nonostante la scarsa piovosità del periodo: allora la portata d'acqua era di 10 litri al secondo, oggi, in presenza di abbondante piovosità, è di 1 litro al secondo. Per quanto riguarda il Rio Santa Barbara esso si presenta con le medesime caratteristiche degli altri torrenti della zona come il Sorino e il Giulis quindi assolutamente nella normalità.
In occasione delle piogge autunnali le due frane hanno segnalato degli evidenti movimenti, ma con tendenza alla stabilizzazione. Dal 13 ottobre, dalla frana più a sud, si formata una ulteriore frana, chiamata frana tre che si è staccata di quasi dieci metri. Gli interventi effettuati dall'Azienda Speciale di Sistemazione Montana sono stati indirizzati nella pulizia dell'alveo, nella predisposizione di invasi per accogliere le masse franose, nella costruzione di briglie per decelerare l'eventuale materiale verso il basso, per selezionarlo e separarlo e per permettere al l'acqua di defluire, quindi sono stati costruiti dei tomi di deviazione per indirizzare la colata lontano dall'abitato. Oggi la parte potenzialmente pericolosa è quella della frana tre, ma essa non può creare danni perchè i lavori già effettuati la rende inoffensiva. Inoltre il suo movimento è lentissimo e un eventuale collasso della zona è da escludere. Rimane da costruire una nuova griglia che dovrebbe fermare la colata fin dalle sue origini ed effettuare delle trivellazioni per capire l'esatto spessore della frana. In ogni caso i lavori verranno portati a termini entro il prossimo autunno. La serata è stata chiusa dall'ingegner Bortolotti che ha assicurato sull'assenza di acqua nel tunnel della condotta Caffaro e che la magistratura sta facendo le proprie indagini per chiarire le eventuali responsabilità.


La zona dei lavori

Due immagini del monte con la frana che ha minacciato

 

GIUDICARIE
domenica 1 aprile 2001, S. Ugo
 
RESPONSABILI
Quel tunnel
sotto accusa

i.b.

STORO. Alla precisa domanda su eventuali responsabilità della frana di Lodrone, è intervenuto l'onorevole Luigi Olivieri che era presente in sala. Egli ha spiegato le sue due interrogazioni al governo circa la frana di Lodrone e chiarito che a seguito della sua prima interrogazione, le Opere Pubbliche della Lombardia avevano ordinato di intervenire urgentemente per tamponare le falle del tunnel e riprendere immediatamente la produzione.
Olivieri, dopo aver protestato con i lombardi, ha inoltrato un esposto alla Magistratura la quale ha posto sotto sequestro l'impianto. «Non ho dubbi - ha proseguito Olivieri - nel ritenere che il movimento franoso sia causato dal tunnel. E' ora che a pagare, non sia sempre e solo Pantalone. Se la Caffaro risulterà colpevole è giusto che risarcisca la popolazione per i disagi subiti e la provincia per i costi sostenuti».