Da L'Alto Adige del 5 giugno 2001 in cronaca di Trento pagina 23

Lodrone, è scontro sulla perizia miliardaria
Costi elevati: la procura insiste, la Caffaro energia frena e il giudice prende tempo
INCHIESTA SULLA FRANA


Il giudice Marco La Ganga

di Andrea Selva

TRENTO. Per scoprire le cause della frana di Lodrone (non per fermarla) servirebbe un miliardo e 200 milioni e non c'è nemmeno la certezza di scoprire la verità. Questo almeno è il costo che i due periti nominati dal gip Marco La Ganga hanno prospettato ieri nel corso di un incontro in tribunale. Di fronte al preventivo la procura ha spinto per effettuare la perizia («dobbiamo capire cos'è successo»), la Caffaro Energia ha frenato («quella perizia sarebbe inutile») e il giudice ha preso tempo.
Günter Rizner e Icilio Storni sono i due periti che il giudice Marco La Ganga aveva nominato per far luce sulla frana di Lodrone. Secondo le prime indicazioni avevano tempo fino ad ottobre per presentare la propria relazione, ma nelle scorse settimane c'è stata la richiesta di un incontro per chiarire la situazione: «La perizia costerà più di un miliardo» hanno detto i due esperti. «Che dobbiamo fare?».
Ieri in tribunale per rispondere a questa domanda c'erano tutte le parti interessate. C'era la procura - con il procuratore capo Francantonio Granero in persona e il sostituto Carmine Russo - che ha insistito per avere quella perizia, costi quello che costi. E c'erano anche gli avvocati della Caffaro Energia - la società che gestisce la condotta idroelettrica che in seguito ad alcune perdite si sospetta sia all'origine del movimento franoso - accompagnati dal loro esperto di fiducia, cioè l'inglese Dick Chandler (di Brighton) noto fra gli addetti ai lavori per essersi occupato della tragedia di Stava, ma soprattutto per aver studiato il modo di rendere meno precaria la situazione della Torre di Pisa.
Chandler - in inglese, con l'aiuto di un interprete - ha spiegato che quella perizia sarebbe costosa (questo è certo) ma non potrebbe fornire certezze scientifiche: ci sono troppi parametri che possono influire sul movimento che minaccia l'abitato di Lodrone, nemmeno con un lavoro miliardario si può essere sicuri di individuare responsabilità precise. Ci sono due cose da chiarire: la perizia di cui stiamo parlando serve solo per fare giustizia e trovare - se ci sono - i responsabili; in caso di condanna il conto verrebbe presentato agli imputati, mentre in caso di assoluzione sono le casse pubbliche a saldare la fattura.
Dopo l'udienza di ieri la parola passa al giudice Marco La Ganga. Sarà lui a decidere se fare la perizia oppure no, tenendo in considerazione che in caso di "sprechi" dovrebbe rispondere alla corte dei conti. Ieri il giudice ha chiesto ai due periti di presentare un preventivo dettagliato, con l'obiettivo di limare al massimo i costi: da un primo esame sembra che saltando alcuni approfondimenti la perizia potrebbe costare poco meno di un miliardo.
I quesiti a cui bisogna trovare una risposta è noto: le perdite riscontrate nella condotta della Caffaro energia sono la causa della frana che minaccia l'abitato di Lodrone? Ed eventualmente chi sono i responsabili?
L'obiettivo della procura è quello di ripercorrere l'intera storia della condotta forzata, costruita proprio dalla Caffaro nel 1950 e gestita sempre dalla stessa società. L'ipotesi di reato è di disastro colposo e se venissero individuate responsabilità precise il conto sarebbe sicuramente molto salato, per lo meno quello gigantesco di un paese tenuto in stato d'emergenza per settimane con due evacuazioni della cittadinanza.