| Lodrone,
è scontro sulla perizia miliardaria Costi elevati: la procura insiste, la Caffaro energia frena e il giudice prende tempo INCHIESTA SULLA FRANA |
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di Andrea Selva
TRENTO. Per scoprire le cause
della frana di Lodrone (non per fermarla) servirebbe un miliardo e 200 milioni e
non c'è nemmeno la certezza di scoprire la verità. Questo almeno è il costo
che i due periti nominati dal gip Marco La Ganga hanno prospettato ieri nel
corso di un incontro in tribunale. Di fronte al preventivo la procura ha spinto
per effettuare la perizia («dobbiamo capire cos'è successo»), la Caffaro
Energia ha frenato («quella perizia sarebbe inutile») e il giudice ha preso
tempo.
Günter Rizner e Icilio Storni sono i due periti che il giudice Marco La Ganga
aveva nominato per far luce sulla frana di Lodrone. Secondo le prime indicazioni
avevano tempo fino ad ottobre per presentare la propria relazione, ma nelle
scorse settimane c'è stata la richiesta di un incontro per chiarire la
situazione: «La perizia costerà più di un miliardo» hanno detto i due
esperti. «Che dobbiamo fare?».
Ieri in tribunale per rispondere a questa domanda c'erano tutte le parti
interessate. C'era la procura - con il procuratore capo Francantonio Granero in
persona e il sostituto Carmine Russo - che ha insistito per avere quella
perizia, costi quello che costi. E c'erano anche gli avvocati della Caffaro
Energia - la società che gestisce la condotta idroelettrica che in seguito ad
alcune perdite si sospetta sia all'origine del movimento franoso - accompagnati
dal loro esperto di fiducia, cioè l'inglese Dick Chandler (di Brighton) noto
fra gli addetti ai lavori per essersi occupato della tragedia di Stava, ma
soprattutto per aver studiato il modo di rendere meno precaria la situazione
della Torre di Pisa.
Chandler - in inglese, con l'aiuto di un interprete - ha spiegato che quella
perizia sarebbe costosa (questo è certo) ma non potrebbe fornire certezze
scientifiche: ci sono troppi parametri che possono influire sul movimento che
minaccia l'abitato di Lodrone, nemmeno con un lavoro miliardario si può essere
sicuri di individuare responsabilità precise. Ci sono due cose da chiarire: la
perizia di cui stiamo parlando serve solo per fare giustizia e trovare - se ci
sono - i responsabili; in caso di condanna il conto verrebbe presentato agli
imputati, mentre in caso di assoluzione sono le casse pubbliche a saldare la
fattura.
Dopo l'udienza di ieri la parola passa al giudice Marco La Ganga. Sarà lui a
decidere se fare la perizia oppure no, tenendo in considerazione che in caso di
"sprechi" dovrebbe rispondere alla corte dei conti. Ieri il giudice ha
chiesto ai due periti di presentare un preventivo dettagliato, con l'obiettivo
di limare al massimo i costi: da un primo esame sembra che saltando alcuni
approfondimenti la perizia potrebbe costare poco meno di un miliardo.
I quesiti a cui bisogna trovare una risposta è noto: le perdite riscontrate
nella condotta della Caffaro energia sono la causa della frana che minaccia
l'abitato di Lodrone? Ed eventualmente chi sono i responsabili?
L'obiettivo della procura è quello di ripercorrere l'intera storia della
condotta forzata, costruita proprio dalla Caffaro nel 1950 e gestita sempre
dalla stessa società. L'ipotesi di reato è di disastro colposo e se venissero
individuate responsabilità precise il conto sarebbe sicuramente molto salato,
per lo meno quello gigantesco di un paese tenuto in stato d'emergenza per
settimane con due evacuazioni della cittadinanza.