Cronaca del L'Adige del 10
ottobre 2000
Giudicarie e Rendena (pag.45)
Lodrone, l´onorevole chiede
alla procura della Repubblica il sequestro della condotta
Esposto di Olivieri contro la Caffaro spa
LODRONE - Un esposto contro i
legali rappresentanti della società Caffaro Spa con la richiesta di sequestro o
comunque di divieto di utilizzo della condotta forzata - finita sotto accusa per
la frana che incombe su Lodrone - è stato presentato alla procura della
Repubblica di Trento dal deputato Luigi Olivieri.
Nell´esposto, l´onorevole diessino sostiene, tra l´altro che: «Le varie
ispezioni e perizie effettuate dai tecnici e geologi della Provincia, tecnici
dell´Enel e della protezione civile di Roma, hanno portato, o almeno sembra di
capire dalle notizie giornalistiche, a riscontrare grosse lesioni alla
conduttura forzata che quasi certamente hanno portato alla fuoriuscita di acqua
che avrebbe causato il movimento franoso».
«Ad oggi - aggiunge il deputato - non sembra vi sia stato alcun provvedimento
amministrativo o giudiziario che inibisca alla società concessionaria l´utilizzo
della condotta forzata e quest´ultima è rimasta inutilizzata solo per
disposizione della concessionaria stessa. Risulta evidente - insiste Olivieri -
il comportamento quantomeno negligente nonché l´evidente imperizia della
società Caffaro che non avrebbe prestato le necessarie manutenzioni ordinarie e
straordinarie ed il manifestarsi di gravi pericoli arrecati alla pubblica
sicurezza e incolumità».
Secondo l´onorevole dei Ds, stando così le cose risultano ascrivibili «condotte
criminose in capo ai legali rappresentanti della società concessionaria, tali
da far ritenere quantomeno necessaria una verifica della sussistenza delle
responsabilità non solo amministrative ma anche penali. Risulta anche
incomprensibile come ad oggi non sia intervenuto nessun provvedimento di natura
amministrativa, quantomeno preventiva, per inibire alla società concessionaria
l´utilizzo del canale-condotta forzata che sembra la causa del movimento
franoso». Infine, Olivieri chiede al procuratore della Repubblica di disporre i
provvedimenti cautelari necessari a conservare lo stato dei luoghi per gli
opportuni accertamenti delle responsabilità e inibire in via coatta l´uso da
parte della società Caffaro spa del canale di adduzione- condotta forzata delle
acque che fanno funzionare la centrale elettrica.