Da L'Adige del 10 giugno 2001 in cronaca di Trento (pag.24)
Lodrone, sì alla perizia
sulla galleria
Dovrà dire se è causa
delle frane sul paese
Giudiziaria
Il giudice
La Ganga
ha accolto
la richiesta
dei periti. Esame entro agosto
La perizia miliardaria si farà (1200 milioni il
costo previsto). Solo così si potrà capire se esiste un nesso causale tra l´attività
di produzione idroelettrica nell´impianto della società Caffaro e la frana che
incombe su Lodrone. Lo ha stabilito il giudice per le indagini preliminari Marco
La Ganga che ha accolto la richiesta presentata lunedì scorso dai periti
nominati dal giudice stesso e condivisa dai consulenti del PM Carmine Russo.
Respinte dunque le contestazioni del pool di esperti della difesa, per i quali
la causa del movimento franoso va ricercata in elementi che nulla hanno a che
fare con la galleria della Caffaro.
Il giudice, nel suo provvedimento, sollecita inoltre i periti a concludere le
indagini entro il prossimo mese di agosto, considerato il danno che la società
che gestisce la galleria sta subendo per il fermo dell´attività ormai da mesi,
a seguito del sequestro della condotta. Ma fin d´ora l´avvocato Vanni Ceola,
difensore della Caffaro, ritiene assai improbabile che in così breve tempo
possa essere eseguita la perizia, che consiste in una serie di esperimenti sulla
condotta. In sostanza, si tratta di riempire d´acqua l´impianto, di portarlo a
pressione e, attraverso una serie di sonde, seguire il flusso dell´acqua.
«E´ una perizia inutile - sostiene l´avvocato Ceola - perché non farà altro
che confermare che non c´è alcun nesso causale tra la galleria e la frana. Il
problema è legata a un disboscamento per una strada realizzata dalla Provincia.
Per noi questa perizia significa che l´impianto dovrà stare fermo altri mesi
impedendo la produzione di energia pulita. Ci chiediamo, al di là dell´inutilità
di spendere tanti soldi pubblici, perché allora non è stata disposta 8 mesi fa
e si è aspettato tutto questo tempo senza far nulla».
Nel suo provvedimento, il giudice La Ganga precisa che la perizia è necessaria
«per dare risposte dotate di sufficienti connotati di affidabilità e verità
in ordine alle cause che provocarono il disastro».
«Del resto - aggiunge il giudice - la gravità del fenomeno che ha costretto ad
una duplice evacuazione del centro abitato di Lodrone e i pericoli connessi ad
una recidiva dello stesso, inducono a ritenere che nulla debba essere lasciato
intentato per capire le cause del sinistro, sia per accertare le eventuali
responsabilità, sia per poter prevenire il reiterarsi di tale tipo di disastri».