L'Adige del primo aprile 2001
Giudicarie e Rendena (pag.42)

Argini e briglie con 78mila kg di ferro. Smottamenti quasi fermi. Il rio S. Barbara quasi «domato»
Lodrone, operazione sonni tranquilli
Sindaco e tecnici rassicurano la popolazione: frane sotto controllo

Il folto pubblico che ha seguito l´incontro di Lodrone foto Gerardo Sai

Di GIULIANO BELTRAMI
LODRONE - «Siamo qui per rassicurarvi, oltre che per informarvi». Esordisce così, venerdì sera, Settimo Scaglia, sindaco di Storo, nell´assemblea indetta in un freddissimo centro polivalente di Darzo (eletto ormai a centro di prima accoglienza) per fare il punto della situazione, alla presenza del vertice della Protezione Civile e di tutti i tecnici che sulla frana di Lodrone hanno perso giorni e notti negli ultimi sei mesi. Ecco, la rassicurazione. Rappresenta il leit motiv di tutta la riunione: la terza, dopo quelle di settembre e di novembre, alla presenza di qualche centinaio di lodronesi. «In questi mesi è stato fatto un grande lavoro», afferma Scaglia, citando briglie e rialzo degli argini, già fatti, sistemazione dell´acquedotto vecchio e posa di uno nuovo in via di realizzazione. «Non abbiamo abbassato la guardia nemmeno per un istante», garantisce il sindaco, ringraziando tutti coloro (e sono tanti) che a vario titolo hanno collaborato per affrontare la delicata questione della frana. Situazione sotto controllo? Antonio Manica (dei Bacini Montani), Paolo Campedel (del Servizio Geologico provinciale) e Claudio Bortolotti (capo della Protezione Civile) non hanno dubbi. Manica: «Due perizie di somma urgenza ci hanno permesso di edificare argini (smorzatori di una eventuale colata), di ripulire la zona, di asportare un ponte (per evitare una deviazione dell´acqua), di fare una seconda grossa briglia con un deposito capiente per il materiale. E´ una briglia fessurata, per non bloccare tutta l´acqua, ma per gestire la colata. C´è stato un rallentamento rispetto alle previsioni, perché nella piazza di deposito c´era la vasca dell´acquedotto». Rassicurazione significa ferro pari a sette volte la spinta dell´acqua ferma, 7800 ore di lavoro, 2500 metri cubi di calcestruzzo per la briglia filtrante, 78 mila chili di ferro per l´armatura. Come dire? Siamo in una botte di ferro. Ne è convinto anche il geologo Campedel, che dopo aver illustrato la caratteristica delle rocce locali (a proposito, hanno 280 milioni di anni, tanti in rapporto ai tirannosauri che di anni ne hanno appena 60 milioni), si addentra nell´andamento delle frane. Velocità della prima: oggi quasi nulla, dopo aver sopportato un picco di 15 millimetri all´ora a settembre ed ottobre. Poi sempre in calo, nonostante la pioggia abbia raggiunto punte di 268 millimetri, come in novembre. Frana numero due: anch´essa in continuo calo, dopo un picco iniziale di addirittura 30 millimetri orari di discesa. Frana numero tre (l´ultima ad essersi messa in movimento, in novembre): aumentata in gennaio. «Ma i dati sono assolutamente confortanti». «In effetti non siamo preoccupati», assicura Bortolotti, «comunque nel 2002 faremo un´altra briglia filtrante, mentre in autunno daremo la certezza matematica che il rio Santa Barbara non creerà più alcuna preoccupazione per l´abitato di Lodrone». Ed il canale della Caffaro?, chiede uno del pubblico. Glissa elegantemente Bortolotti: «La Magistratura se ne occuperà». La gente applaude: stasera si parla della fine, se non proprio di un incubo, certo di un bel disagio.