Onorevole Avvocato Luigi Olivieri.

Roma, 21 settembre 2000

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE AMBIENTE, TERRITORIO E LAVORI PUBBLICI

Al Ministro dei Lavori Pubblici

Per sapere, premesso che:

- una frana minaccia il paese di Lodrone di Storo in Trentino e nella serata di mercoledì 20 settembre 2000 i circa mille abitanti sono stati fatti evacuare in via precauzionale

- la situazione di pericolo è stata registrata a partire dalla scorsa settimana. Sulle montagna che sovrasta il paese, a quota 700 m slm si è aperta, a fianco del Rio Santa Barbara, una frana, ha cominciato a far fuoriuscire una quantità inusitata di acqua. e contemporaneamente sulla cresta del costone sovrastante si è aperta una fenditura lunga duecento metri, larga mezzo metro e profonda una ottantina di centimetri. Da allora il costone è posto sotto continuo monitoraggio. La frana è stata valutata in centomila metri cubi di terra e massi. Nelle prime quarantotto ore il cuore del costone ha subito un abbassamento di sedici centimetri, per aumentare nelle giornate di martedì 19 e mercoledì 20 settembre 2000 ad una dozzina di centimetri al giorno, fino alla sera di mercoledì 20 settembre 2000 quando la situazione è precipitata con un abbassamento di mezzo metro. Nella notte di mercoledì 20 settembre e nelle ore successive la frana ha fatto registrare un ulteriore e continuo movimento in direzione del paese;

- sono stati avanzati sospetti sulla condotta forzata della Società Caffaro che porta l'acqua dalla Valle di Bagolino (al confine tra le Province di Trento e Brescia) alla centrale idroelettrica della Società Caffaro, sita a sud dell'abitato di Lodrone. Un'altra ipotesi è quella del dissesto causato dalle miniere di solfato di bario, ormai da tempo inattive localizzate sulla montagna. Sono in corso esami per verificare la tenuta della condotta mediante l'utilizzo di traccianti;

- la notevole quantità di acqua precitata nella giornata e nottata di mercoledì 20 settembre ha sicuramente accresciuto il pericolo. I Vigili del Fuoco Volontari, le Forze dell'Ordine, il Comune di Storo, la Provincia Autonoma di Trento e molti altri Volontari hanno reso possibile l'attuazione di una rapida evacuazione. La situazione di disagio per la popolazione allontanata dalle proprie abitazioni ed attività è comunque pesante

- i tecnici che hanno visitato la zona della frana, localizzata a monte dell'abitato pesante;

Lodrone sul versante in destra idrografica dell'alveo del torrente Santa Barbara, che sfocia nel conoide di deiezione su cui sorge l'abitato di Lodrone di Storo, hanno descritto la situazione in maniera allarmante. Oltre ai dati sopra riportati, sono stati osservati una forte inclinazione dei grossi abeti localizzati in prossimità dell'alveo e le sorgenti site in prossimità dell'alveo del torrente hanno una portata almeno dieci volte superiore a quella normale;

 

se il Ministro era al corrente della situazione di grave pericolo registrata a Lodrone di Storo in Trentino a causa della frana in rapido avanzamento in direzione dell'abitato;

se il Ministro era al corrente dell'avvenuta precauzionale evacuazione del paese avvenuto nella serata di mercoledì 20 settembre 2000;

se il Ministro intende, qualora non lo avesse già fatto, provvedere ad assumere maggiori informazioni presso la Provincia Autonoma di Trento ed il Commissariato del Governo di Trento;

se il Ministro era al corrente della presenza di una zona caratterizzata da forte instabilità che incombe sull'abitato di Lodrone di Storo;

se non intenda il Ministero approfondire le presunte origini del movimento franoso da ricollegarsi ai lavori relativi alla condotta forzata che alimenta la centrale idroelettrica della Società Caffaro con i relativi provvedimenti del caso;

quali iniziative intende prendere, nell'ambito delle competenze dello Stato ed in maniera coordinata con le Amministrazioni locali e la Provincia Autonoma di Trento per pervenire in tempi rapidi ad una messa in sicurezza della zona e permettere il rientro nelle loro abitazioni dei censiti di Lodrone con la possibilità di vivervi tranquillamente.