Classifica: ICO14030 ICO14156

OGGETTO: Interrogazioni a risposta in commissione n. 5-08237 e numero  5-08462 dell'onorevole. OLIVIERI ed altri

"Rischio frana nel paese di Lodrone di Storo - Trento "

QUESITO: Si chiede di conoscere gli intendimenti del Governo per far fronte alla situazione di grave pericolo registrata a Lodrone di Storo in Trentino a causa di una frana.

RISPOSTA:

In riferimento agli atti ispettivi cui si risponde si fa preliminarmente presente che a seguito del D . L.gs 11.11. 99 n. 463, che prevede il trasferimento del demanio idrico statale alla Provincia Autonoma di Trento, le problematiche evidenziate dalla S.V. Onorevole non rientrano più nella competenza del Ministero dei lavori pubblici.

Per fornire comunque informazioni alle SS.LL. è stata sentita la Provincia Autonoma di Trento la quale ha riferito che in data 14 settembre 2000 il Comune di Storo ha segnalato che circa un chilometro a monte dell'abitato di Lodrone si era attivato un movimento franoso di notevoli proporzioni. La stessa Amministrazione comunale ha richiesto un sopralluogo da parte del Servizio Geologico provinciale.

All'atto del sopralluogo avvenuto nella notte stessa si è potuto verificare che la rottura del terreno si manifestava in maniera discontinua per una lunghezza di circa 200 metri sul versante destro del rio Santa Barbara ad un'altezza di 100-150 metri dal fondovalle insistendo su un tratto del torrente che dista circa un chilometro dalla zona apicale del conoide si cui è posta l'abitato di Lodrone.

In quella stessa sede è stato possibile verificare la presenza di emergenze idriche di portata consistente (circa 150 l/s complessivamente) localizzate nella parte inferiore del versante in dissesto. Tale portata risultava completamente anomala rispetto al regime idraulico del torrente ed idrogeologico (periodo privo di precipitazioni significative). In particolare la portata del corso d'acqua, a monte del tratto interessato, risultava di poche decine di 1/s.

Fin da quella notte è stata impartita la disposizione di installare un sistema manuale di misura del movimento che è diventato operativo già dal giorno successivo (15 settembre) e gestito con la collaborazione degli uomini della Protezione Civile locale. I dati venivano raccolti con cadenza regolare e trasmessi al centro di controllo per una tempestiva restituzione grafica. In tal modo si è potuto rilevare la velocità costante del movimento che si attestava in quei giorni in 5 mm all'ora.

L'analisi delle eventuali conseguenze del franamento portavano, nelle condizioni sopra esposte (condizioni meteorologiche e di portata favorevoli), ad escludere che vi fosse un rischio immediato per gli abitanti del paese di Lodrone.

Appariva altresì evidente che un collasso del versante in presenza di forti portate del Rio Santa Barbara poteva costituire un serio pericolo per l'abitato a seguito di un possibile sbarramento e successiva rottura con formazione di colata detritica.

La previsione meteorologica che dava forti precipitazioni nei primi giorni della settimana successiva ha imposto, quindi, di predisporre, a scopo precauzionale, un piano di emergenza che prevedeva l'evacuazione della popolazione. Il giorno 20 settembre a seguito di violente precipitazioni si è registrata una veloce accelerazione del movimento che ha raggiunto i 25-30 mm/h e che si è mantenuto costante anche dopo la fine delle piogge. In presenza di questa situazione si è ritenuto opportuno ordinare l'evacuazione della popolazione alloggiandola in strutture predisposte.

Per quanto concerne l'origine della forte portata denunciata dalla diffuse emergenze dalla base del versante in movimento fin dai primi giorni è stato ipotizzato che vi potesse essere una correlazione attiva con la condotta in pressione che alimenta la centrale idroelettrica della Caffaro S.r.l. e che si sviluppa entro l'ammasso roccioso a circa 1 km. di distanza, nel settore sudovest rispetto alla zona dissestata. Per tale motivo e a scopo precauzionale è stato chiesto che la condotta forzata venisse messa fuori esercizio e svuotata.

La fase di svuotamento, avvenuta il giorno 20, è stata preceduta dall'immissione di un tracciante chimico (fluorescina) per verificare la connessione tra le acque delle emergenze ed eventuali perdite della condotta. Sulle sorgenti sono stati applicati fluorocaptori sostituiti con cadenza giornaliera e analizzati dai tecnici del laboratorio chimico provinciale.

Il giorno 22 settembre è stato revocato l'ordine di evacuazione e la popolazione è rientrata nelle abitazioni.

Il Servizio Azienda Speciale di Sistemazione Montana è intervenuto sull'asta torrentizia immediatamente a monte dell'abitato per effettuare operazioni di polizia dell'alveo aumentandone la sistemazione di deflusso e realizzando un nuovo argine in destra orografica per limitare quanto possibile fenomeni esondativi.

Nei giorni 26 settembre e 5 ottobre, sono state effettuate due ispezioni all'interno della galleria della Caffaro s.r.l., l'ultima delle quali in presenza dell'Ing. capo del Provveditorato alle OO.PP. di Milano. In quelle sedi sono state evidenziate lesioni al rivestimento in grado di trasferire quantità d'acqua all'ammasso roccioso. Non sono state comunque risolutive per la quantificazione delle perdite trasmesse all'esterno dell'opera.

Attualmente, la condotta della Caffaro s.r.l., che risulta asciutta, è stata posta sotto sequestro dalla Magistratura di Trento e le indagini sono ancora in corso.

La valutazione delle portate effettuata sia visivamente che, a partire dal giorno 29 settembre, quantitativamente, ha mostrato un deciso decremento delle portate dopo circa sette giorni dallo svuotamento della galleria.

Le analisi chimiche effettuate sui fluorocaptori posizionati su alcune emergenze situate alla base della frana hanno rilevato tracce di fluorescina nel campione posizionato il 25 settembre e raccolto il 28 settembre.

II versante, riferisce sempre l'ente Provincia, si sta asciugando ma continuano tutt'oggi ad essere rilevabili tracce di fluorescina sul versante stesso.

La Provincia Autonoma di Trento riferisce, inoltre, che durante il periodo intercorso dalla segnalazione della frana fino ad ora sono stati condotti studi geologici mirati alla definizione della geometria della massa instabile e degli aspetti cinematici. E' prevista la realizzazione di indagini geognostiche dirette ed indirette ed il potenziamento del sistema di monitoraggio che attualmente opera in acquisizione automatica (precipitazioni, spostamenti, portate del rio, portate sorgente a valle della frana).

Il monitoraggio è comunque tutt'oggi in corso e la Provincia si sta operando per la messa in sicurezza dell'area.

E' stata infine prevista, da parte del Servizio Sistemazione Bacini Montani la realizzazione di una briglia filtrante immediatamente a monte dell'abitato con la funzione di contenere un'eventuale colata detritica.

1 lavori di posizionamento della briglia termineranno presumibilmente all'inizio dell'anno 2001.

Si sta valutando la possibilità di bonificare l'area in dissesto intervenendo direttamente sul versante con opere idonee a migliorare le condizioni di stabilità complessiva del versante sede di dissesto.