IL Sole 24 ore del 29 ottobre 2000
(DAL NOSTRO INVIATO)
ADRIA Un'azienda chimica, la Caffaro, ottiene la certificazione ambientale su un "pesticida naturale" che difende da muffe e funghi l'uva e la vite. Mentre i prodotti da colture biologiche conquistano la grande distribuzione e gli stili di vita del consumatore, e diventano un fenomeno che sta sconvolgendo le scelte dell'industria agricola e alimentare, la divisione Agrochimica della Caffaro (gruppo Snia) ha conseguito la certificazione ambientale Iso 14000 per la produzione dello stabilimento di Adria (Rovigo), dove si produce più di un terzo del mercato mondiale del verderame, della "poltiglia bordolese" e degli altri fitofarmaci "naturali", gli unici approvati dai capitolati per i prodotti di colture a basso impatto ambientale qualificate come agricoltura biologica. Medicine per le piante che, come sanno gli agricoltori, si usano da più di un secolo.
«Una nobile signora come la Caffaro sorride Giorgio De Panno, amministratore delegato del gruppo chimico milanese ha formalizzato con questa certificazione l'ingresso nel club della qualità, ma in realtà la Caffaro è in questo club da sempre».
Loro, i chimici, parlano di ossicloruro di rame, quello che anche cent'anni fa i contadini mescolavano con la calce per ottenere un verderame dalla caratteristica tonalità turchese. Parlano, i chimici, di solfato di rame, più comunemente detto poltiglia bordolese (dalla regione vinicola francese del Bordeaux), diffusa soprattutto sulle colline venete e friulane e in Francia, dove la Caffaro contende la leadership di mercato ai prodotti del colosso parigino AtoFina.
Nata nel 1906 come società elettrica con le centrali alimentate dal torrente bresciano Caffaro, l'azienda ha usato la disponibilità di energia elettrica per allargar l'attività nei settori ad alto fabbisogno di elettricità, come il clorosoda (che usa la corrente per dividere il sale, cloruro di sodio, ottenendone cloro e soda), per arrivare alle applicazioni del cloro.
Oggi dallo stabilimento di Adria parto no 15 mila tonnellate l'anno di prodotti base di rame destinati alla difesa dell colture: il 40% delle 38mila tonnellate consumate ogni anno su campi, frutteti e vigneti europei.
«La produzione dello stabilimento pole sano è di 19mila tonnellate di prodotti finiti, i cosiddetti formulati - spiega Carlo Zadra, il direttore dello stabilimento - e di 13.500 tonnellate l'anno di principi attivi, venduti a nomi come Bayer, Novartis e così via».
JACOPO GILIBERTO