Funzionario responsabile: Nicola Paoli - 0465.681245
Incaricato della pratica: Fabio Paisoli - 0465.681243
Prot. n. 9703/UT/np
VERBALE DI SOMMA URGENZA N. 2 PER FRONTEGGIARE LO STATO DI PERICOLO IMMINENTE DEL MOVIMENTO FRANOSO IN SPONDA DESTRA DEL RIO S. BARBARA
A LODRONE DI STORO.(redatto ai sensi della L.P. 10 gennaio 1992, n. 2 e della L.P. 10.09.1993, n. 26)
Alla luce di nuove problematiche emerse successivamente alla stesura del primo verbale di somma urgenza e fermo restando quanto ivi descritto, si rende ora necessaria la redazione di un secondo verbale.
VERBALE DI SOPRALLUOGO ED ACCERTAMENTO
Il sottoscritto ing. Nicola Paoli, accompagnato dal geom. Fabio Paisoli, in data 19.10.00, ha effettuato un ulteriore sopralluogo per verificare gli interventi ammissibili ai benefici dell’art.13 della Legge Provinciale 10.01.1992, n. 2; dal sopralluogo è emerso che vi sono due grossi problemi, il primo relativo all’approvvigionamento idrico dell’abitato di Lodrone, il secondo relativo allo smaltimento dei reflui che verrebbero prodotti presso centro polivalente di Darzo in caso di evacuazione.
Inoltre, con l’avvicinarsi della stagione fredda, risulta indispensabile la realizzazione di un sistema di riscaldamento stabile per il Centro polivalente di Darzo.
Per quanto concerne all’approvvigionamento di acqua potabile all’abitato di Lodrone, come ampiamente spiegato nella lettera ricevuta dal Servizio Geologico della Provincia alla firma del dott. Campedel (ns. prot. n. 9559/UT del 23.10.2000), gli ultimi risultati emersi dagli studi in corso sulla frana, hanno evidenziato che il movimento del corpo franoso interessa anche la zona in cui è posizionata la condotta di adduzione dell’acquedotto del paese; questo potrebbe causare il danneggiamento della condotta con la conseguente interruzione della portata che alimenta l’acquedotto dell’abitato.
Esiste inoltre un secondo problema relativo al fatto che l’attuale serbatoio di compensazione dell’acquedotto è posizionato a monte dall’abitato all’apice del conoide di deiezione e quindi, in caso di straripamento dell’argine da parte di un’ipotetica colata di detriti, sarebbe interessato immediatamente dal fenomeno.
Il problema dello smaltimento dei reflui civili presso centro polivalente di Darzo è invece dovuto al fatto che attualmente la struttura è dotata di una fossa Imhoff dimensionata per l’utilizzo ordinario del centro. In caso di evacuazione verrebbero concentrate presso la struttura in questione un elevato numero di persone che manderebbero in crisi il sistema di smaltimento reflui.
Quanto al sistema di riscaldamento fin ora l’utilizzo saltuario del centro per riunioni e spettacoli ha portato a ritenere più conveniente affittare ogni volta un impianto di riscaldamento mobile ad aria calda.
(Soggetto ad ulteriori modifiche ed integrazioni)
Risulta ora indispensabile provvedere a tempi brevissimi alla soluzione dei problemi sopra descritti; segue quindi un’analisi dei lavori previsti.
Le singole voci e gli importi ad esse correlati sono affetti dall’imprecisione derivante dall’impossibilità materiale di fare delle stime più precise per un ottimale dimensionamento delle soluzioni tecniche scelte.
Da quanto fin qui detto risulta evidente che il sistema di approvvigionamento idrico dell’abitato di Lodrone, allo stato attuale non dà sufficienti garanzie soprattutto se si considera la massima vulnerabilità del sistema dovuta al fatto che Lodrone è servito da un unico serbatoio approvvigionato da una sola sorgente. Questo problema era già stato affrontato precedentemente quando, con delibera n. 147 del 16.06.2000, la Giunta Comunale autorizzava la posa di un tubo per collegare il serbatoio del paese alla sorgente di Riccomassimo; tali lavori prevedevano però esclusivamente la posa di un tratto di tubo per predisporre poi successivamente un ulteriore collegamento.
Risulta quindi indispensabile realizzare subito i seguenti interventi:
Opera di presa di Riccomassimo
La sorgente a Ponte Prise di Riccomassimo offre attualmente una portata abbastanza stabile di circa 6 l/s (media annua) ma, a valle dell’opera di presa, si nota la presenza di almeno tre venute d’acqua con portate complessive dell’ordine di 1 l/s provenienti presumibilmente dall’acquifero che alimenta la sorgente già captata; vale quindi la pena, in previsione del suo utilizzo anche per l’approvvigionamento di Lodrone, di ottimizzare la captazione. Per non rischiare di perturbare l’attuale flusso dell’acqua captato dall’opera di presa esistente pare che la soluzione migliore sia quella di realizzarne una seconda subito a valle della prima che consenta di captare le venute d’acqua emergenti a valle della prima opera di presa.
Risulta inoltre indispensabile un intervento di ristrutturazione dell’opera di presa esistente.
Per avallare la veridicità e la fondatezza di quanto detto sopra, si allega copia dello studio idrogeologico effettuato sulla sorgente in questione nel 1988 dal dott. Mariano Bancher.
Opera di adduzione
E’ necessaria, oltre alla posa del tubo già previsto precedentemente dall’amministrazione, la realizzazione di tre nuovi tratti, il primo per collegare il serbatoio di Riccomassimo all’inizio della tratta di tubo già posata, il secondo per collegare la parte della tratta di tubo in corso di esecuzione con il punto in cui dovrà essere realizzato il nuovo serbatoio di compensazione dell’abitato di Lodrone; bisognerà inoltre sostituire il vecchio tratto di tubo che dall’opera di presa arriva al serbatoio di Riccomassimo.
La condotta di adduzione si sviluppa su un percorso che parte da quota 800 m.s.l.m. e scende fino a quota 440 m.s.l.m. coprendo così un dislivello di 360 m sottoponendo così la tubazione ad una pressione di circa 36 atm. Dato che nel tratto in corso di realizzazione è stato posto in opera un tubo PN 16, risulta indispensabile, come già deciso in sede di scelta del tubo, realizzare due vasche di interruzione della piezometrica.
Serbatoio di accumulo e compensazione di Riccomassimo
L’attuale serbatoio di accumulo e compensazione di Riccomassimo necessita di alcune opere di adeguamento:
Nuovo serbatoio di accumulo e compensazione di Lodrone
Il serbatoio di accumulo e compensazione di Lodrone sarà realizzato in una zona al riparo dai possibili effetti di una colata di detriti sul rio S. Barbara.
Dovrà inoltre essere realizzato il collegamento con la rete di distribuzione del paese.
Per risolvere il problema dello smaltimento dei reflui civili delle persone sfollate al centro polivalente risulta necessario il collegamento di quest’ultimo con il collettore fognario comunale.
Il Centro polivalente si trova a quota 381.3 .m.s.l.m. mentre il collettore si trova a quota 380.4 .m.s.l.m. ad una distanza di circa 700 m dall’edificio e quindi sarà necessario realizzare un impianto di pompaggio ed il relativo conferimento del liquame al collettore con tubazioni in pressione.
Quanto all’impianto di riscaldamento, l’esigenza di riscaldare velocemente un locale di grosse dimensioni porta alla scelta obbligata di un sistema di riscaldamento ad aria calda.
E’ inoltre indispensabile tenere conto di tutta una serie di spese che vengono sostenute per l’attività quotidiana inerente alla gestione dei problemi derivanti dalla presenza della frana; tali spese fanno riferimento in particolar modo a:
IPOTESI PRELIMINARE DI SPESA
Salvo successive modifiche ed integrazioni, anche in attesa di preventivi dettagliati, si stima in via approssimativa il costo complessivo preliminare dell’intervento oggetto del presente verbale:
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N° |
DESCRIZIONE |
PREZZO |
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1 |
Nuovo sistema di approvvigionamento idrico di Lodrone |
550.000.000 |
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2 |
Nuovo sistema di smaltimento reflui del Centro polivalente di Darzo |
362.000.000 |
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3 |
Nuovo impianto di riscaldamento del Centro polivalente di Darzo |
132.000.000 |
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4 |
Spese minuto mantenimento |
21.000.000 |
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5 |
TOTALE |
1.065.000.000 |
Per informazioni più dettagliate sulla valutazione dei costi si vedano i tre Computi Estimativi allegati al presente verbale redatti sulla base dei prezzi del prezziario ufficiale della P.A.T.
Si attesta e si certifica che trattasi di intervento a carattere provvisorio di cui all’art. 8 della legge provinciale 10 gennaio 1992, n. 2 relativa all’ "Organizzazione degli interventi della Provincia in materia di protezione civile" e che i lavori e/o forniture possono essere eseguite dal Comune di Storo per delega della Provincia Autonoma di Trento la quale assume a proprio carico la relativa spesa.
Si dichiara inoltre che ricorrono le circostanze previste dall’art. 45 della citata L.P. 26/93 e quindi, trattandosi di lavori di ripristino a seguito di alluvioni e/o calamità pubbliche, non risulta necessario acquisire nessuna autorizzazione, concessione e nulla osta per l’esecuzione di eventuali opere.
Si dichiara che i lavori sopra descritti rivestono carattere di somma urgenza ai sensi dell’art.53 della legge provinciale 10.09.1993, n. 26 e ne può quindi essere disposta l’immediata esecuzione al fine di eliminare il pericolo.
Storo, lì 26/10/2000
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VISTO! |
IL TECNICO |
RICHIESTA DI DELEGA
Il sottoscritto per. ind. Settimo Scaglia Sindaco del Comune di Storo conferma il verbale di somma urgenza sopra riportato e chiede alla Provincia Automa di Trento che il Comune richiedente sia delegato ai sensi dell’art. 13 della L.P. 10 gennaio 1992, n. 2 ad eseguire i lavori di carattere urgente ed inderogabile indicati nel presente verbale.
Storo, lì 26/10/2000
IL SINDACO
per. ind. Settimo Scaglia