VERBALE numero 1
DI UNA RIUNIONE DI EMERGENZA
TENUTA IN MUNICIPIO DI STORO FRA I RESPONSABILI DELLA PROTEZIONE
CIVILE
CON RIFERIMENTO AL MINACCIATO MOVIMENTO FRANOSO
IN SPONDA DESTRA DEL RIO SANTA BARBARA A LODRONE
Il giorno 18 settembre 2000 alle ore 14.30 si è riunita nella sala della giunta comunale del municipio di Storo una commissione di esperti per studiare insieme il fenomeno idrogeologico che si sta manifestando in sponda destra del Rio s. Barbara a Lodrone, valutarne le cause e decidere quali azioni si debbano opportunamente prendere a protezione della popolazione e dei patrimoni.
Sono presenti:
Per il Comune di Storo: Il sindaco Settimo Scaglia, il vicesindaco Vigilio Giovanelli, gli assessori Giovanni Luzzani, Mario Mezzi, Ennio Colò, l’ing. Nicola Paoli, il vigile urbano Ivano Igini e il segretario comunale che verbalizza.
per la Provincia di Trento: Servizio Protezione Civile e Calamità Pubbliche ing. Stefano Plotegheri, Ing. Mario Perghen Gelmi e geom. Italo Battisti; per il Servizio geologico il dott. Paolo Campedel e dott. Attilio Girardi, per l’A.S.S.M. dott. Lorenzo Malpaga, dott. Antonio Manica e caposquadra Antonio Marietti, per il Servizio Foreste dott. Roberto Zoanetti dott. Felice Dorna e l’ispettore di zona Dario Mottes e per il Servizio Viabilità il geom. Mario Maestranzi e perito Paolo Scoz.
per il Commissario del Governo è presente il prof. Massimiliano Saini.
Per la Stazione dei Carabinieri è presente il comandante della stazione carabinieri Angelo Rasi.
Per la società Caffaro S.p.A. grande utilizzatrice dell’acqua del Rio a scopo idroelettrico è presente l’Ing. Marco Lombardi, nell’ipotesi che ci siano perdite della condotta in galleria.
Per il Corpo Volontario dei Vigili del Fuoco sono presenti il vicecomandante in carica e alcuni componenti del Corpo Vigili del Fuoco e dell’Associazione volontari carabinieri e riposo
Presiedono e coordinano oltre la sindaco, il dirigente del servizio Provinciale della Protezione civile il dott. Plotegheri e il rappresentante del Commissario del Governo prof. Saini.
I presenti espongono, ognuno per quanto di competenza, le loro prime impressioni del sopralluogo effettuato e le conoscenze specifiche specializzate del settore di appartenenza.
Riferisce più ampiamente il geologo Campedel presente già da due giorni sul posto e a conoscenza dettagliata delle osservazioni del fenomeno. Il dott. Malpaga riferisce che autonomamente l’A.S.S.M. ha già in programma interventi di somma urgenza per lo spostamento di un ponte di pochi metri di luce che potrebbe essere pericoloso e comunica che già domani alcune macchine escavatrice realizzeranno dei movimenti di terra finalizzati a contenere eventuali danni.
Il sindaco insiste che venga elaborato un piano di somma urgenza con la presenza sul posto di un nucleo della protezione civile, per programmare in tempo utile un eventuale piano di evacuazione per evitare danni alle persone e contenere i danni ai beni.
Alle ore 16.15 il geol. Campedel con l’ing. Paolo Lombardi si ritirano per definire le procedure e tempi per la chiusura della condotta forzata della Caffaro al fine di procedere alle immissioni del tracciante per definire i flussi dell’acqua.
La commissione prosegue i lavori per elaborare un piano di evacuazione d’emergenza, valutando i precursori e le modalità di procedura. I precursori possono essere rappresentati dai vigili del fuoco che fanno la guardia sul posto e il Servizio meteo della provincia che attiva un particolare servizio di attenzione alla zona. Il preallarme e l’allarme saranno decisi dal sindaco o suo delegato e comunicato alla popolazione dai vigili del fuoco mediante suono della sirena con una serie di squilli a intermittenza per segnalare lo stato di preallarme e un suono lungo e prolungato di allarme urgente. La cessazione dello stato di preallarme sarà annunciato con megafoni su autoveicoli. (o altre modalità meglio individuate nel piano) Il piano deve prevedere cosa debbano fare le singole persone allertate. Il prof. Saini svolge le funzioni di regista della elaborazione della proposta schematica del piano di evacuazione. Si valutano i vari aspetti anche umani dell’operazione e quali tipi d comportamento siano prevedibili e come agire in risposta ad essi.
Rientrati Campedel e Lombardi e riferiscono sull’accordo di immettere domani mattina verso le undici il tracciante fluorescina, mercoledì 20 faranno il prelievo con una prima analisi chimica i cui risultati avverrebbero mercoledì pomeriggio. In caso di esito negativo verrebbe dato libero esercizio all’attività della centrale, altrimenti si procederebbe allo svuotamento, per verificarne poi gli effetti sui flussi di portata della nuova sorgente in fronte frana.
A carico del Comune viene chiesto il censimento della popolazione e delle persone in particolari difficoltà e per questo motivo viene convocato il capo ufficio anagrafe Renzo Zocchi. Si chiede inoltre in base a rapida analisi di sapere a grandi numeri chi può disporre di automezzo e di autonomia di destinazione in modo da conoscere a quante persone l’ente pubblico deve dare una soluzione. L’ing. Plotegheri assicura che i costi dell’intero piano saranno a carico della Provincia.
Alle ore 17.45 la riunione allargata ai funzionari esterni al comune viene conclusa. I lavori proseguono con la presenza dei funzionari comunali che cercano di stilare nei dettagli un piano operativo di evacuazione, che sarà oggetto di altro documento. Il tutto verrà comunicato alla popolazione interessata con uno lettera e con un questionario che verrà compilato al momento per raccogliere le informazioni utili al piano
Letto, confermato e sottoscritto
|
Il sindaco p.i Settimo Scaglia |
Il segretario comunale dott. Giovanni Berti |