VERBALE NUMERO 9

DELLA RIUNIONE DI EMERGENZA TENUTA NELLA SALA OPERATIVA DELLA CASERMA DEI VIGILI DEL FUOCO DI STORO
NELLA QUALE SI DECIDE PER IL RIENTRO
DELLA POPOLAZIONE NELL'ABITATO DI LODRONE

 

Il giorno DICIANNOVE del mese di NOVEMBRE dell’anno DUEMILA alle ore 17.00 nella sala operativa della caserma dei Vigili del Fuoco di Storo, sono presenti:

Settimo Scaglia sindaco di Storo
Giovanni Luzzani assessore per la frazione di Lodrone
Mario Mezzi assessore
Ermanna Briani assessore
Sebastiano Calderone Presidente del Consiglio comunale
Narciso Giacometti consigliere
Renzo Zocchi Capo ufficio anagrafe del Comune di Storo
Paolo Campedel Servizio Geologico PAT
Sergio Bonadio Servizio Provinciale Prevenzione Calamità Pubbliche
Rodolfo Chesi Responsabile del servizio Nu.Vo.La
Angelo Rasi Comandante Carabinieri Stazione di Storo
Beppino Campostrini Compagnia Carabinieri di Riva del Garda
Vittorio Giacometti Vicecomandante dei Vigili del Fuoco
Francesco Giacomolli Associazione Carabinieri in congedo

È presente e verbalizza il segretario comunale Giovanni Berti.

Il sindaco apre la riunione invitando i presenti ad esaminare gli ultimi dati pervenuti dal fronte frana e dal servizio meteo della Provincia e a formulare considerazioni e proposte per valutare l’opportunità di consentire il rientro della popolazione a Lodrone.

Il geologo Paolo Campedel spiega che si è dovuto percorrere una strada contorta per arrivare al dato conclusivo e affermare che la frana è in rallentamento. I dati che arrivano dall’estensimetro numero 3 sono dati relativi, perché anche il punto di riferimento ritenuto fisso in realtà è in movimento, perché appartiene al corpo frana generale. Ora si può ragionare sui valori assoluti, perché sono stati posti dei prismi in altri due punti entro la zona monitorata dal punto numero 3 e se ne è osservato il movimento ASSOLUTO dalla sponda opposta della montagna assolutamente ferma. Si può affermare con buona approssimazione che dalle 11,45 (prima osservazione) alle 16.30 (seconda osservazione) che essi hanno una velocità media oraria di 14 millimetri. Gli spostamenti topografici corrispondono a quelli precedenti l’inpennata della frana. Il sistema di misurazione topografica non consente di seguire i movimenti in tempo reale, ma confrontando i dati con le osservazioni dei giorni precedenti, si può ragionevolmente ritenere che le letture della velocità oraria nel punto monitorato numero 3 debbano essere raddoppiate per avere il dato reale. La cosa importante è cogliere l’incremento o il decremento e comunque le variazioni della velocità, piuttosto che la velocità in quanto tale. Le misure topografiche sono più che doppie rispetto ai dati degli estensimetri, ma confermano le variazioni di velocità che sono i veri indici di comportamento cinematico della frana e quindi viene confermata la fase attuale di scarico e di esaurimento delle forze. Il secondo dato importante che ci tranquillizza viene dai controlli incrociati riferiti da persone diverse sulle portate del rio s. Barbara, che purtroppo non è più monitorato a causa dell’intasamento dello stramazzo. Questi dati concordano nel riferire valori stimati di circa 550 litri al secondo a monte della frana e di circa 650 litri al secondo a valle e quindi sotto la soglia prefissata nei piani di evacuazione. Domani e dopodomani sono previste precipitazioni deboli che non disturbano lo scenario di relativa tranquillità. Domani si rifaranno le misure topografiche per verificare il trend. Questo evento appena concluso ha comunque consentito di acquisire ulteriori dati preziosi sul comportamento della frana, che è paragonabile per caratteristiche geologiche e cinematiche a quella nota di Gavazzo, che è in movimento da oltre vent’anni. Ora sappiamo che sollecitata da forti precipitazioni come quelle appena concluse, la frana nel punto numero tre può assumere un’accelerazione contenuta che va presto esaurendosi, per poi diminuire fino a stabilizzarsi. Il punto uno e soprattutto il punto 2 hanno assorbito con assoluta tranquillità le precipitazioni molto forti di questo periodo assumendo un’accelerazione molto modesta (il punto 1) o nulla (il punto 2). A richiesta il geologo informa che si può anticipare di circa un’ora la previsione certa di un eventuale collasso, ma molte ore prima ci sono gli episodi di rottura come quelli già registrati che consentono il preallarme.

Il geologo conclude dicendo che più che sull’evento meteorologico di debole piovosità annunciato per domani, si deve prestare attenzione a quello preannunciato per giovedì e venerdì prossimi quando saranno previsti altri 40 o 50 millimetri di pioggia, ma visto il comportamento nella circostanza meteorologica appena conclusa, si può escludere l’ipotesi di un’altra evacuazione.

Visto il pronunciamento unanime sulla possibilità di consentire il rientro della popolazione, si valutano le modalità più opportune concordando di fissare il momento alle ore 19.30 quando i carabinieri riapriranno il transito sulla statale. Anziani e disabili possono rientrare con comodo anche domani se opportuno, potendo a richiesta rimanere ospitati ove sono anche per cena e per la prossima notte.

Il sindaco, valutato il tutto, approva le decisioni e le conferma rendendole esecutive con l’autorità che gli compete ai sensi degli articoli 32 e 33 del testo coordinato delle leggi regionali sull’ordinamento dei comuni nella Regione Trentino Alto Adige, contenute nel D.P.G.R. 27 febbraio 1995, n. 4/L e nella L.R. 23 ottobre 1998, n. 10

Alle ore 18.00 la seduta è chiusa.

Letto, confermato e sottoscritto.

IL SINDACO  IL SEGRETARIO
(p.i. Settimo Scaglia)  (dott. Giovanni Berti)