TREKKING
Sul numero di maggio 99 della rivista Trekking, a cura di Gianni Poletti e sponsorizzato dalla Cassa Rurale di Darzo e Lodrone, è apparso un importante servizio sulla nostra zona:
"TERRA DI CONFINE: Natura, storia e cultura nell'alta valle del Chiese a cavallo fra il Trentino e la Lombardia |
Riportiamo alcune cose
| IL LAGO D'IDRO | UNA NATURA RITROSA E MALINCONICA |
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DESCRIZIONI D'AUTORE In una giornata d'inverno del 1952, così Riccardo Bacchelli vide il lago dIdro: "Forse era che il vento passava alto, da margine a margine dei monti erti che lo cingono e lo serrano; forse era anche l'ora, dell'avemmaria; e le spoglie macchie e boscaglie, con gli alberi nudi, erano anch'esse mute. Era il silenzio dei monti disabitati, il silenzio delle nevi, d'un cielo frigido e pallido sull'immobile lago claustrato. Ed era inameno, severo, crudo e quasi ostile. Il cielo stanco e deserto del crepuscolo invernale metteva un bagliore senza riverbero, di cupo argento, di piombo luccicante, sull'acqua liscia, tersa meravigliosamente, talché, quantunque già abbuiata, bianchicciava, dentro, di riflessi e specchi di neve, dalle forre circostanti. Di primo acchito sembravano nevi sott'acqua, sotto il vetro ed il gelo di quell'acqua, e ne veniva un freddo all'animo, e quasi un brivido sulla pelle ... C'era, non so ben dove, e dappertutto, una tristezza inamovibile, rassegnata e pure ansiosa, non so se mia o di quella ritrosa natura". Le parole di Bacchelli ricordano quelle dei garibaldino bresciano Giuseppe Cesare Abba: "Le malinconie dei lago d'Idro, che a certe ore, a certe luci, è quasi accigliato", ed anche quelle di Ugo Vaglia, un altro bresciano doc, nativo di Valle Sabbia, il quale colse così vent'anni fa l'atmosfera dell'Idro: "Tutto è silenzio nella conca eridia: all'incantevole austerità prealpina si aggiunge l'attrattiva di una serena tranquillità, di una solitudine alta e suggestiva. Dove il lupo ululava nella notte, l'alzaia tiene la barca in secca; dove buli e contrabbandieri s'incontravano a tracannare vino e meditare imprese, scherza l'aierino frullando fra i salici e i pioppi". Analoghi accenti si ritrovano anche nella relazione scritta dallo storico e giornalista tirolese Karl Ausserer nel 1905, quando subito a nord dei lago d'Idro correva il confine tra l'impero austroungarico e il giovane stato italiano: "In genere tutta la zona ha un carattere piuttosto deprimente e malinconico. Neppure il lago con la sua considerevole estensione, rinserrato com'è tra le scoscese pareti delle montagne, ricoperte per lo più di bosco ceduo, riesce ad allietarla. La mancanza di movimento e di commercio, il basso piano alquanto paludoso, i pendii incolti e disabitati, e neppur rimboscati, il lago poco animato: tutto ciò suscita in noi un sentimento di segregazione dal resto dei mondo, l'impressione di essere come tagliati fuori da esso, un senso di abbandono e di solitudine". |
I poeti locali vedono con altri occhi il bel lago d'Idro:
LAGO D'IDRO A PRIMAVERA folate con brividi dal torpore l'Eridio (dal Libro "Bagolino in poesia" di Terenzio Formenti Via Ragazzoni 17 Brescia) |
........e me sù fermat a Idro
Me sù 'ndromensà come 'n sas.!
Me sù svegliàt! Traduzione (a spanne...!) Mi sono fermato a Idro, stanco ,senza né vino, né pane, né formaggio, ma quando ho visto il lago d'Idro ho dimenticato la mia fame ed i guai. Incastonato fra possenti montagne,con sullo sfondo la Pagana di Storo, sembra un prezioso smeraldo - in un panorama fatto per i Signori. Mi sono addormentato come un sasso. Ho sognato di essere in cielo, sazio di pane e miele...Una barca a Crone ondeggiava aspettandomi per portarmi a pescare. Sotto la chiglia aole ( o aule?) e persico con le loro argentee livree, guizzavano in quantità.... Mi sono svegliato . Mi sono sentito un Re. Rassega- dal cò dùr ma el cor gentil -1925. Per cortese concessione della Biblioteca Civica di Brescia. Sezione. poesie in vernacolo (tramite Sergio Rassega Villo Storo) |
Castelli e palazzi dei Lodron (in formato PDF)