Centro storico (Storo)

L’antico nome di Storo è documentato nelle forme latine Setaurum (1086), Setorium (1124), Sutorum (1161), Subtaurum (1163), Setourum (1185), Sitourum (1220), che rimandano all’espressione gallico-celtica Sub Taur (Sotto la Roccia), non a “semptem turres” (sette torri). Lo stemma comunale con le sette torri trova giustificazione in un documento del 1189 che parla di tredici uomini illustri di Storo, appartenenti a sette ceppi familiari, che si allearono per conquistare il castello di Lodrone.

fotografia centro storico

Dopo i primi insediamenti preistorici e protostorici nella zona di S. Lorenzo e delle Coste, l’antico villaggio si spostò sul conoide che scende verso la piana, sviluppandosi verticalmente lungo i corsi d’acqua del Proäs e del Dòs. Alle quattro antiche contrade (Praél, Mezzavilla, Spenìgol e Piscine) se ne aggiunsero in seguito altre che riflettono lo sviluppo urbano dell’ultimo secolo (Palàs, Pelà, Casa Rossa). A metà dell’Ottocento il centro storico subì un intervento lacerante di sistemazione interna, con interramento dei ruscelli e costruzione di nuove strade e di nove fontane. Ne uscì stravolta l’originaria struttura, facendo prevalere le direzioni orizzontali. Molte parti del centro storico, che fu sostanzialmente risparmiato dai bombardamenti della Grande Guerra, presentano ancora le caratteristiche delle vecchie case contadine con cortili e aie (ère), androni con copertura a botte (vaù) e portoni. Anticamente la parte in muratura non superava di solito il pianoterra delle stalle e delle cantine e il primo piano dell’abitazione; più sopra la pietra era presente solamente negli angoli portanti, mentre la parte alta della casa, con uno o due piani (gra bassa e gra alta con eventuali spèrgoi), era in legno ed aperta, spesso dotata di ballatoi (lòbie). Oltre agli ex palazzi Cortella del Municipio e al Dòs, ci sono alcune case signorili che denotano il benessere delle famiglie che le abitarono: case Grassi Òe e Cegala, Bernardi, Tonini Pèrgola, Scarpari (oggi Oratorio). Sono invece tutti chiusi o hanno cambiato sede gli alberghi e le trattorie che rimasero aperti fino oltre la metà del Novecento: Agnello, Centrale, Caval Bianco, Tre Pini, Due Colombe. 

Testi elaborati dall'associazione Il Chiese, materiale fotografico fornito da Lodron Fotoclub

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Martedì, 01 Luglio 2014 - Ultima modifica: Lunedì, 09 Febbraio 2015

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