Descrizione
La cartografia ufficiale indica la località come Dosso della Croce. Il capitello è una struttura semplice, edificata sul luogo dove sorgeva in precedenza un crocifisso ricordato già nel documento che riporta le decisioni dell’assemblea dei capifamiglia storesi del 7 luglio 1500 (si veda la pergamena n. 62 dell’Archivio comunale).
Sul lato posteriore è addossata una vasca dell’acquedotto comunale che disturba la costruzione. Sulla fronte c’è la scritta: “Chi ama esser protetto da Maria ferma il piede e dice Ave Maria”. All’interno, custodito da una semplice cancellata in ferro battuto, ci sono tre quadri (Madonna con frate, Sacro Cuore di Gesù, Sacro Cuore di Maria), dipinti nel 1982 da mano maldestra di un “non parente” di Raffaello (non favoriscono certamente la devozione popolare).
Sul masso che sta nello spiazzo del lato di valle sono conficcate tre semplici croci in ferro a ricordo di persone che morirono su questa montagna. Lungo il vicino sentiero dei Sapéi c’è il Cùan de San Valentì, un anfratto roccioso dipinto da Lucillo Grassi.
Il Dosso della Croce è ricordato anche dalla memorialistica garibaldina. Infatti, nell’estate del 1866, Garibaldi fece sistemare la strada che da Storo saliva alla chiesa di S. Lorenzo e al Dosso della Croce e fece condurre sulla dorsale vicina al capitello alcuni pezzi di artiglieria per bombardare dall’alto il Forte d’Àmpola. Sono ancora visibili, ma bisognose di recupero, le trincee e le postazioni dei cannoni.
La guarnigione austriaca del Forte si arrese dopo quattro giorni di fuoco incrociato dallo spiazzo di S. Croce e dal Dosso del Vento. Un disegno garibaldino ritrae le tende e le artiglierie delle Camicie Rosse puntate sul Forte, ben visibile sullo sfondo. Un ingrandimento di questo disegno non starebbe male se fosse collocato in una bacheca presso il capitello.
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