Descrizione
Il capitello è citato negli Statuti del 1534. Davanti ad esso i consoli riunivano l’adunanza generale dei capifamiglia (assemblea di régola), che approvava i regolamenti interni della comunità e assumeva le decisioni relative ai comportamenti da tenere con le comunità vicine.
È citato negli Atti visitali del 1768 che parlano di un capitello legato alla chiesa di S. Michele, dedicato ai SS. Antonio abate e Sebastiano, che vi erano raffigurati ai lati della Vergine col Bambino; ne era massaro Angelo Pelizzari.
La cappelletta fu restaurata nel 1777, quando furono ultimati i lavori di costruzione della nuova chiesa di S. Giovanni Nepomuceno. Nel 1830 fu spostata ai margini della piazza centrale del paese dove ancora si trova. Nell’ultima ristrutturazione del 1900 furono aggiunte, sui lati interni del manufatto, le figure affrescate dei SS. Rocco e Luigi Gonzaga.
Queste vicissitudini sono ricordate dalla scritta del fastigio: “Sacellum hoc / a Bonaventura Romilio / anno 1427 erectum / aere comunutatis anno 1777 dein restitutum / postremo ubi modo iacet cura R. D. Caroli Rinaldi / anno 1830 translatum fuit / restauratum 1900” (“Questa piccola cappella, eretta nell'anno 1427 da Bonaventura Romiglio, restaurata poi nell'anno 1777 con denaro della comunità, trasportata nel luogo ove attualmente si trova nell'anno 1830 per opera del reverendo Carlo Rinaldi, fu restaurata nel 1900”).
I dipinti confermano la devozione per i Santi che la società contadina predilesse fin dal medioevo: la Vergine Maria, S. Antonio abate (protettore degli animali domestici), S. Rocco e S. Sebastiano (invocati contro le epidemie). L’aggiunta dell’immagine di S. Luigi è dovuta probabilmente al curato Luigi Gamba che promosse il restauro di fine Ottocento.
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