Descrizione
Lo stemma comunale con le sette torri trova giustificazione in un documento del 1189 che parla di tredici uomini illustri di Storo, appartenenti a sette ceppi familiari, che si allearono per conquistare il castello di Lodrone.
Dopo i primi insediamenti preistorici e protostorici nella zona di S. Lorenzo e delle Coste, l’antico villaggio si spostò sul conoide che scende verso la piana, sviluppandosi verticalmente lungo i corsi d’acqua del Proäs e del Dòs. Alle quattro antiche contrade (Praél, Mezzavilla, Spenìgol e Piscine) se ne aggiunsero in seguito altre che riflettono lo sviluppo urbano dell’ultimo secolo (Palàs, Pelà, Casa Rossa). A metà dell’Ottocento il centro storico subì un intervento lacerante di sistemazione interna, con interramento dei ruscelli e costruzione di nuove strade e di nove fontane. Ne uscì stravolta l’originaria struttura, facendo prevalere le direzioni orizzontali. Molte parti del centro storico, che fu sostanzialmente risparmiato dai bombardamenti della Grande Guerra, presentano ancora le caratteristiche delle vecchie case contadine con cortili e aie (ère), androni con copertura a botte (vaù) e portoni. Anticamente la parte in muratura non superava di solito il pianoterra delle stalle e delle cantine e il primo piano dell’abitazione; più sopra la pietra era presente solamente negli angoli portanti, mentre la parte alta della casa, con uno o due piani (gra bassa e gra alta con eventuali spèrgoi), era in legno ed aperta, spesso dotata di ballatoi (lòbie). Oltre agli ex palazzi Cortella del Municipio e al Dòs, ci sono alcune case signorili che denotano il benessere delle famiglie che le abitarono: case Grassi Òe e Cegala, Bernardi, Tonini Pèrgola, Scarpari (oggi Oratorio). Sono invece tutti chiusi o hanno cambiato sede gli alberghi e le trattorie che rimasero aperti fino oltre la metà del Novecento: Agnello, Centrale, Caval Bianco, Tre Pini, Due Colombe.
- Mezzavilla è la contrada centrale dell’antico abitato di Storo. Nei documenti compare per la prima volta in un atto dell’8 marzo 1468 (“contrata Medie Ville”). Nel 1499 il luogo di riunione dell’assemblea di régola si spostò da Praél alla piazza di Mezzavilla (Piazza del Comune negli antichi documenti, Piazza Nuova nella mappa austriaca del 1860, oggi Piazza Unità d’Italia), sulla quale si affacciava la casa comunale con l’osteria. Dalla fine del medioevo fu questo il centro del paese.
Il 16 agosto del 1796 Napoleone tenne nell’osteria comunale un banchetto al quale parteciparono una cinquantina di ufficiali che studiarono i piani per l'occupazione del Trentino.
Nella piazza venne costruita a metà dell’Ottocento una pregevole fontana in granito per abbeverare le bestie e prelevare l’acqua da portare in casa. Il corrispondente lavatoio venne realizzato nella vicina piazza Teresio Cortella a metà del Novecento. Nell’antica comunità le singole contrade gestivano, attraverso i loro anziani, le opere comuni.
- La contrada di Piscine: il nome di questa antica contrada oggi non è più usato. Nei documenti compare la prima volta il 14 ottobre 1504 (“in contrata Piscinae”), nel 1527 e 1529 (“in contrata Piscinarum”). In un atto del 1569 si accenna a un capitello di S. Rocco, esistente in detta contrada, dove gli uomini di Storo erano soliti riunirsi in assemblea. Piscine è citata anche nei “Libri dei conti” di inizio Ottocento, quando le singole contrade gestivano, attraverso i loro anziani, le opere comuni. La mappa austriaca del 1860 colloca il toponimo nella parte dell’attuale via Trento verso l’incrocio con via Garibaldi.
- Praél è la contrada a nord ovest del centro storico di Storo. È la più antica delle quattro del paese (Praél, Mezzavilla, Spenìgol e Pescine). Il nome deriva probabilmente da “predil” che significa predella, zoccolo. Nei documenti il toponimo è citato per la prima volta nel 1367, quando il 18 luglio si riunì nella piazzetta di questa contrada l’assemblea di régola, presenti 45 capifamiglia: “in platea comunis ipsius ville Setauri, que nominatur platea (piazza) a Pradello”. Su questo zoccolo del conoide sorse dunque il nucleo più antico dell’abitato. Nell’antica comunità le singole contrade gestivano, attraverso i loro anziani, le opere comuni.
A metà dell’Ottocento venne costruita nella piazzetta di Praél (Piazzetta di Predello nella mappa del 1860) una doppia fontana, una come lavatoio e l’altra per abbeverare le bestie e prelevare l’acqua da portare in casa.
- Spenìgol è la contrada a est del centro storico di Storo. Sorse sotto le rocce della Manganèla quando dalla località Dòs e dalla contrada di Praél l’abitato si estese in questa direzione, utilizzando l’acqua del rio Proäs. Il toponimo è citato per la prima volta nel 1474 (“Spinidol”). Altre antiche citazioni si trovano nel 1489, 1507 e 1513. La contrada resta per molto tempo in ombra durante il pieno inverno. Di qui il proverbio: “Spenìgol da la mala fortüna, d’envèrn sènsa sul e d’està sènsa lüna”. Nella piazzetta di questa contrada (“Piasöla”, oggi Piazza mons. Scalvini) venne costruita a metà dell’Ottocento una doppia fontana, una come lavatoio e l’altra per abbeverare le bestie e prelevare l’acqua da portare in casa. Da notare, a ridosso della piazzetta, il passaggio angusto con arcata a botte tra due case (“tresanda”). Nell’antica comunità le singole contrade gestivano, attraverso i loro anziani, le opere comuni.
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