Descrizione
Presso le attuali case Bonomini e Canetti in via Garibaldi, c’è un cippo in granito con la scritta: “Qui si depongon le arme o si levano le cartelle - 1688”.
Risale a un ordine emanato dal principe vescovo di Trento. Qui le guardie accertavano l’identità dei forestieri che entravano nel borgo e li disarmavano. Nelle antiche armi da fuoco la cartella era la piastrina che collegava cane e acciarino.
P. Cipriano Gnesotti parla di quattro cippi, ognuno dei quali era posto all’inizio delle strade maestre, che si dipartivano dall’abitato di Storo, e cita infine il cippo che sta all’inizio della salita di Darzo, sulla destra di chi viene da Casa Rossa (oggi è infelicemente nascosto dal guardrail), il quale porta la data del 1750 e la medesima scritta.
Un analoga lapide con la medesima scritta ammonitoria è murata tra i numeri civici 88 e 90 di via S. Maria a Rovereto (presso l'ospedale).
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