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Descrizione

Aree archeologiche

Poco dopo la metà del Cinquecento, le popolazioni di Storo e Condino, esasperate dai soprusi dei Lodron, costruirono contro i feudatari un fortilizio di difesa sul Dòs de Chìgol, nei pressi della chiesetta di S. Lorenzo, a controllo delle vie lungo il Chiese e del collegamento con la Valle di Ledro. Venezia ordinò che la Bastia fosse abbattuta, ma così non fu.
Il 13 settembre 1484 il conte Paride di Castel Romano al comando di 200 uomini occupò di sorpresa la Bastia, dicendo che stava adempiendo un incarico avuto dal principe vescovo di Trento. Lo stesso giorno dell’occupazione la comunità di Storo informò del fatto il vescovo di Trento, ma da quel giorno la Bastia rimase in mano dei Lodron. La comunità storese non smise tuttavia di avere interesse per questa zona e nel 1486 chiese al vescovo di “far fratte”, “piantar vigne” e ridurre a coltura alcuni terreni “nel luogo sotto la Bastia detto la Costa del Foglar”.
Nel maggio del 1487, all’indomani dello scoppio della Guerra Roveretana, la fortezza fu occupata da un capitano tedesco, ma poco dopo i Lodron riuscirono a riprenderla. La pace tra Venezia e Sigismondo del Tirolo, conclusa il 13 novembre 1487 al termine della guerra, dispose tra la totale demolizione della Bastia storese.
Nell’autunno del 2008, dopo che un gruppo di volontari aveva messo in luce resti di mura della fortezza, è stata avviata una campagna di scavi preliminari che hanno portato a una prima definizione del perimetro della struttura e hanno raccolto alcuni materiali che potrebbero appartenere tanto all’Età del Bronzo quanto, più probabilmente, all’Età del Ferro.
Ciò fa ipotizzare che sotto i ruderi della Bastia ci siano tracce di un castelliere usato come estremo rifugio dalla popolazione che abitava sul terrazzo di S. Lorenzo o sul conoide nella zona di S. Andrea.
È da segnalare infine che sul dosso sommitale della Val de Tór, più in alto rispetto a S. Lorenzo, è visibile una specie di piattaforma di sassi che potrebbe avere attinenza con il sito della Bastia o con gli insediamenti scoperti più in basso.

Altre informazioni tratte dal libro di G. Papaleoni: Bastia-Storo 125,26 kB

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