Palazzo Lodron del Caffaro

Palazzo storico

Palazzo Lodron del Caffaro © Lodron Fotoclub - Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

Descrizione

Palazzo

La residenza signorile è al centro di un ampio complesso: vi sono collegati infatti la ex chiesa di S. Croce, un ex convento, edifici per la servitù, scuderie, giardini e orti. È un ottimo esempio di architettura rinascimentale italiana, ingentilito e reso elegante dalle linee architettoniche e dai leggeri motivi ornamentali.
L'ingresso principale è definito da due capitelli corinzi, contornato da un motivo floreale e sormontato dallo stemma della famiglia. La parete della facciata era abbellita da una grande bifora con una decorazione scultoria (i suoi pezzi oggi si trovano in un cimitero della Val Sabbia).
Un fregio di fiori in stucco bianco, incorniciati in uno scudo rovesciato, su fondo rosso, percorre tutto il cornicione. Agli spigoli, poco al di sotto del fregio floreale, ci sono tre beccatelli in granito, che servivano probabilmente per sorreggere torrette di guardia.
Attorno al vasto cortile interno corre un elegantissimo porticato di snelle colonne in granito. Il porticato sostiene un altrettanto elegantissimo loggiato rinascimentale, retto da colonne più snelle, in marmo. Si sale al loggiato attraverso lo scalone d’onore con gradini in pietra grigia.
Alla parete di fondo della loggia, a destra della bellissima porta scolpita che immetteva nella “sala d'armi” ampia più di 100 mq., è addossato il monumento in marmo bianco e nero del conte Carlo (morto nel 1938), che fu l’ultimo Lodron ad abitare il palazzo. Le nicchie laterali sono sormontate dalle immagini dei conti Sebastiano e Francesco, i due fratelli Lodron che nel Seicento furono vescovi di Gurk, in Carinzia. Sopra la lapide al centro, che illustra la figura del conte Carlo, c’è il busto marmoreo di Paride Lodron, arcivescovo di Salisburgo dal 1619 al 1653. Il monumento fu trasportato qui dalla vicina chiesa di S. Croce nel 1921.
Il palazzo (ricordato per la prima volta in un documento del 9 aprile 1502) fu costruito su preesistenze da maestranze comacine nei primi decenni del Cinquecento per iniziativa di Parisotto Lodron e dei suoi figli Sebastiano e Ludovico. Fu ristrutturato nel 1575. I Lodron lo vendettero nel 1943.

Testi elaborati dall'associazione Il Chiese (licenza CC BY 4.0), materiale fotografico fornito da Lodron Fotoclub (licenza CC BY 4.0)

Modalità di accesso

L’accesso non presenta barriere architettoniche ed è ben segnalato

Indirizzo

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