Descrizione
Sono stati rilevati importanti insediamenti dell’Età del Bronzo presso l’attuale malga Vacil a quota 1.850 m. (Dalmeri e Zontini, 1992) e a Doredónt a quota 1.876 m. (Dalmeri, Kompatscher e Zontini, 1998) risalenti a circa 3.600 anni fa; successivamente Franco Marzatico ha diretto le campagne di scavo a Vacil (dal 1995 al 1997) e Franco Nicolis quelle a Doredónt (negli anni 1999-2001, 2006-07 e 2011).
Gli scavi di Vacil hanno individuato i resti insediativi di un’abitazione in legno di oltre 3.500 anni fa: evidenti buche di pali, tracce di pavimentazione in terra battuta, focolare. All’interno dell’area domestica sono stati rinvenuti manufatti in selce (punte di freccia e raschiatoi) e frammenti di vasi in terracotta. Probabilmente sono i resti della prima malga.
Nel 1998 nella selletta a monte di Doredónt sono state accertate consistenti ed estese tracce insediative preistoriche, probabilmente dell’Età del Bronzo (numerosi frammenti di vasellame vario e carboni di focolari).
Le campagne degli anni successivi hanno chiarito la cronologia dei sito di Doredónt, attribuibile con ogni probabilità alla media Età del Bronzo (intorno al 1700-1600 a.C.), e hanno messo in luce elementi strutturali relativi a un insediamento stagionale legato all'attività dell’alpeggio. Le capanne dovevano essere costruite in materiali deperibili e facilmente preda del fuoco, quali legno e frasche.
I materiali rinvenuti sono rappresentati da frammenti di vasi di ceramica, destinati sia alla conservazione delle derrate che alla cucina, e da scarsi elementi in selce, quali ad esempio una punta di freccia ed un elemento di falcetto, che testimoniano l’attività di caccia e la pratica dell’agricoltura.
Le scoperte di Vacil e Doredónt confermano il ruolo non secondario svolto fin dalla preistoria dalla Valle del Chiese nel popolamento umano della zona alpina e quale via di comunicazione tra ambienti culturali diversi.
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